POZZUOLI – Giuseppe era tornato a Pozzuoli sabato, grazie a un permesso premio che gli aveva consentito di lasciare per qualche giorno la casa famiglia dove viveva da quasi un anno. Nella sua città sarebbe tornato definitivamente tra qualche settimana: lo aspettava un programma di reinserimento sociale «Appena esco devo fare una grande festa e poi voglio cambiare vita» aveva confidato sabato ad un amico incontrato sotto la casa della sua ex fidanzatina. E proprio da lei spesso aveva alloggiato durante i permessi che gli consentivano di lasciare la casa famiglia dove era finito per una vicenda del 2018 che lo vide coinvolto insieme ad altri quattro ragazzini.

LA VOGLIA DI RIPARTIRE – Un passato burrascoso nonostante la giovanissima età, una vita breve ma intensa fatta di eccessi che Giuseppe, anche grazie al percorso all’interno della casa famiglia, aveva deciso di mettere alle spalle. Amante delle motociclette, lunedì sera si era messo alla guida della piccola auto del padre, Gennaro, forse anche a sua insaputa. Particolare, questo, su cui faranno luce gli agenti della Polizia Municipale di Pozzuoli che nelle prossime ore ascolteranno i genitori del ragazzo: affranti dal dolore i coniugi De Pasquale dovranno chiarire se erano a conoscenza del fatto che il figlio si fosse messo alla guida del veicolo senza patente. Le indagini sono condotte dagli uomini della comandante Silvia Mignone che hanno inviato un’informativa alla Procura di Napoli e al Tribunale dei Minori.

LA TRAGEDIA – Il piccolo veicolo, forse complice l’alta velocità, poco prima delle 19 di lunedì è uscito di strada carambolando più volte nella curva dei giardinetti di via Antonino Pio dove ha finito la sua folle corsa. Il corpo di Giuseppe, quasi un metro e ottanta di statura, fisico esile e tatuato, nel violento impatto è stato sbalzato dall’abitacolo finendo nell’erba. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Inutile la corsa in ospedale. Poco dopo, proprio nel pronto soccorso, gli agenti della Municipale hanno individuato l’altro giovane, anch’egli minorenne, che si trovava in compagnia di Giuseppe a bordo dell’auto: forse preso dal panico non avrebbe detto di trovarsi con la vittima al momento dell’incidente, raggiungendo autonomamente l’ospedale dove è stato medicato per lievi ferite e sottoposto agli esami tossicologici.

L’ULTIMO SALUTO – E’ lui, per il momento, l’unico testimone della tragedia: infatti, nessuno avrebbe visto nulla, nonostante la folla accorsa negli attimi successivi allo schianto. Una ricostruzione dei fatti resa difficile anche dall’assenza di telecamere in zona eccetto quelle di un vicino supermercato che però non avrebbero ripreso né il passaggio dell’auto né lo schianto. Cordoglio e sconcerto in città. Gli amici stanno preparando striscioni e t-shirt per il giorno dei funerali quando un intero quartiere darà l’ultimo saluto a Giuseppe, a cui un destino crudele ha voltato le spalle troppo presto.