Il nostro lettore Paolo ha scritto in "difesa" del sindaco Figliolia

MESSAGGIO:

Gent.ma Redazione le invio, riferente l’oggetto, questa mia riflessione nel caso volesse pubblicarla: genti.mo sig. Esposito, apprezzo molto la Sua civile lettera indirizzata al Sindaco; ma, se permette, un pò paternalistica con un non tanto velato sapore moralista nei contenuti. Il primo cittadino poteva, di fronte ad un specifico quesito tecnico, indirizzare il cittadino Neri a rivolgersi agli uffici preposti della TARSU negli orari e giorni stabiliti per avere le appropriate spiegazioni (raccomandadolo vivamente-semmai-di munirsi di matita e taccuino per annotare doviziosamente le norme,codicilli e decreti vari che hanno determinato gli aumenti !). Invece, interpretando il malcotento di tutta la “famiglia”, da scrupoloso “padre ” ha deciso di dare per iscritto le dovute delucidazioni, che purtroppo non possono che essere di natura tecnica, essendo, la cifra finale addebitata, l’addizione di tante astruse e contorte operazioni delle varie “voci” di cui sopra (almeno per me!).

Sig. Esposito, Lei, cosa avrebbe aggiunto per rendere la “risposta più covincente”, meno glaciale e non correre il rischio di scivolare in un ipocrita pietismo e facile populismo? In questi casi, apprezzo (ma questa è una personale opinione) la crudezza della risposta, senza incolpare nessuna precedente amministrazione, esortando i “propri figli” a continuare a fare il proprio civico dovere di contribuenti nel concorrere alla spesa per i servizi usufruiti; nel contempo, dovrebbero essere questi (cioè tutti noi!) a stimolare l’amministrazione per un servizio migliore, per la riduzione degli sprechi ai minimi fisiologici, sollecitare una più assidua, costante lotta agli evasori senza infingimenti o pressapochismo e, infine, mettere in atto tutte le politiche necessarie e concrete a tutela delle famiglie più deboli e “davvero” bisognevoli di aiuto. Può darsi che la “Famiglia” cresca con atteggiamenti virtuosi di tutti i propri componenti, consapevoli di essere uguali senza alcuna discriminazione o prevaricazione, sentendosi veri protagonisti nel concorrere al “BENE COMUNE” e ad una società più equa.

Grazie dell’ospitalità, Paolo