Il parcheggiatore abusivo è stato arrestato dopo la denuncia della donna

POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo il racconto della donna che ha fatto arrestare Vincenzo Festante, il 26enne parcheggiatore abusivo denunciato ai Carabinieri per un tentativo di estorsione ai suoi danni. L’uomo infatti, dopo aver chiesto soldi per il parcheggio, avrebbe poi squarciato una ruota dell’auto della donna, a cui ha poi chiesto la somma di 5 euro per sostituirla. Arrestato, dopo 24 ore Festante sarebbe poi stato scarcerato nonostante sia già finito in galera per ben 2 volte negli ultimi 4 mesi.

IL RACCONTO – Caro direttore, ti chiedo ospitalità per raccontare qualcosa di strano che mi è capitato in questi giorni. E che tu hai riportato nel tuo articolo, in merito all’arresto del parcheggiatore abusivo, con accusa di estorsione. Sono stata io a denunciare questo signorotto che con arroganza mi ha prima chiesto soldi per la sosta, e poi voleva cambiare per cinque euro la gomma della mia auto che ho trovato completamente a terra al mio ritorno, soltanto un’ora dopo aver parcheggiato. E che lui mi ha fatto notare prima ancora che mi avvicinassi all’autovettura (ma che strana coincidenza). Ci ho litigato, non gli ho dato nulla. É arrivata un’altra signora, che pure ha trovato la sua di auto nelle stesse condizioni. Altre parole volate in alto, e poi il tipo, capito che si stava mettendo male se ne é andato. Potevo accontentarmi di questo, no? Ma a me non é bastato. E non può bastare, o quantomeno non dovrebbe bastare a nessuno. Sono andata oltre e ho denunciato tutto.

Sono stanca di leggere lamentele di una infinità di gente per i parcheggiatori, per quei soggetti che tanto danno fastidio quando si cerca un posto per la proprio automobile in città. Li trovi appollaiati come sciacalli in cerca di prede, e che con tanta presunzione e arroganza chiedono una gabella. O meglio tentano di estorcere un vero pizzo, che nel tempo ha sostituito il classico slogan “capo, qualcosa a piacere, sono il posteggiatore”, che forse sarebbe potuto passare, soprattutto in tempi di crisi come i nostri, dove il mestiere lo si inventa. Sono stanca di ascoltare lamentele. La legge é chiara: le istituzioni, le forze dell’ordine, da sole non possono nulla, se non c’è denuncia o se non colgono in flagrante il reato. Ammesso che su quest’ultimo punto ci sarebbe molto da discutere, e che spesso gli addetti ai lavoro non vedono molto bene ciò che avviene loro intorno, io ho deciso per il primo.

Ho deciso di dare il mio aiuto alle istituzioni, alla comunità. E sopratutto a me stessa. Ho accolto l’appello che lo stesso sindaco Figliolia ci ha inviato mesi fa. Non servirà a molto? Non lo so. Ma é comunque qualcosa rispetto all’inerzia, al nulla, al subire passivamente. Ora vorrei che non restasse un episodio isolato. Che la gente smettesse di lagnarsi soltanto e reagisse. Se tutti denunciassero, con buone probabilità il fenomeno comincerebbe a scemare, perché é comunque un fastidio per questi “accaniti lavoratori delle strade”, entrare e uscire da Poggioreale. Tutti hanno bisogno di lavorare, dirà qualcuno. Ma lo si può fare anche, o soprattutto, in modo legale e con regole. O quantomeno senza adottare atteggiamenti prevaricatori e camorristici.

Oggi le tariffe le conosciamo tuttidai tre ai cinque euro. Dal Carmine al centro storico, da via Napoli all’Anfiteatro, al porto. Al cimitero. All’ospedale. E tutti ne accusiamo la presenza sempre più insistente.E allora per debellare questo male ci vogliono le denunce. E farlo dovrebbe essere scritto tra i nostri diritti/doveri morali. Quelli di cittadini innamorati della propria comunità, con senso di appartenenza. Una denuncia, due denunce, tre, quattro. Un aumento esponenziale li allontanerà, farà sentire gli stessi vigili, poliziotti e carabinieri più motivati a catturarli. E forse saranno così fastidiose che gli stessi prevaricatori di posti auto cambieranno mestiere, e magari i giudici di turno ci penseranno abbastanza prima di rimetterli in giro velocemente. Non possiamo solo lamentarci o crogiolarci, accontentandoci di dire:”Che lo denuncio a fare? Poi lo rimettono in libertà, e poi mi da fastidio, non sto più tranquillo”. Ma mi chiedo:”Oggi lo siete tranquilli? Lo siamo?”.

La risposta é no. Uscire per una commissione o semplicemente per svago comporta una lotta continua con questi signori guardamacchine. Tanto vale combatterli. Subito. Il carabiniere che ha accolto la mia denuncia mi ha detto, leggendo le mie non poche perplessità:”Vedrai, ci prenderai gusto, e denuncerai anche gli altri se si avvicineranno”. E ha ragione: si prende gusto a comportarsi con senso civico, anche se a qualcuno é apparso come un’azione al di fuori del mondo. Il mio gesto é nella normalità più assoluta. É anormale non denunciare, far passare come routine un gesto illegale. E se vogliamo tentare di ripristinare regole e vivibilità, con tutte le buone probabilità dobbiamo almeno tentare e mettere la codardìa da parte e collaborare senza pretendere che le cose si aggiustino cadendo dal cielo.

 

LETTERA FIRMATA