POZZUOLI – Nasce a Pozzuoli, presso lo studio del dottor Veneziano, un gruppo esperienziale per adolescenti di età compresa tra i 16 e i 21 anni. L’esigenza nasce dalla necessità di conoscere e interagire con famiglie di diversa estrazione sociale e culturale allo scopo di condividere una problematica comune, ovvero quella di affrontare, con maggiore capacità genitoriale, un periodo complesso dei propri figli, quello dell’adolescenza. Veneziano, esperto psicoterapeuta con esperienza trentennale, definisce l’adolescenza “terra di nessuno”. Osservando con attenzione le dinamiche esistenti all’interno di ciascun gruppo familiare, ha compreso nel tempo che, sebbene la matrice del disagio può variare notevolmente, le problematiche, la conflittualità e le contraddizioni sono in un certo senso universali e, in forme diverse tra loro, si possono ritrovare all’interno della propria famiglia o delle famiglie di altri operatori sociali.

IL DISAGIO – Il vero disagio non è il “disturbo” espresso dall’adolescente o da un intero gruppo (che anzi sottende spesso un bisogno di autonomia, una richiesta di attenzione, un desiderio di ribellione, uno stato di dipendenza, ecc…), ma i significati che vengono dati al disturbo stesso. Così una sintomatologia anoressica, un comportamento delirante, uno stato depressivo, un disturbo somatico, la balbuzie ecc., assumono significati diversi a seconda  del modo in cui ci si confronta con essi; se riguardati come disturbo mentale, intrinseco all’adolescente, porteranno inevitabilmente a studiare la natura del paziente e a ricercare al suo interno le cause del disturbo. In questo modo, il disagio viene classificato e inserito in uno schema rigido, che lo rende più statico e irreversibile, in quanto non ne coglie il significato relazionale e le implicazioni proprie del contesto sociale in cui il comportamento ha preso vita.

LA PROPOSTA – In questa ottica la società e la famiglia, che ne rappresenta una delle espressioni fondamentali, possono isolare, stigmatizzare, mistificare e confondere se non tengono conto di tutte le componenti che, in una data situazione, concorrono a determinare o mantenere un certo comportamento. Sulla base di tale assunto si inserisce la proposta operativa di inserire gli adolescenti all’interno di un gruppo che li aiuti a sviluppare una maggiore conoscenza del proprio sé; allo stesso tempo il percorso prevede anche un’azione di supporto ai loro genitori con l’obiettivo di educarli verso una comunicazione efficace  e lineare.