POZZUOLI – «La sfida della green e circular economy in ambito conciario va rilanciata. E’ opportunità di crescita e sviluppo e dal polo tecnologico “Adriano Olivetti” di Pozzuoli, dalla Campania, dal Sud deve partire un grande progetto nazionale, l’incubatore sull’Economia Circolare e della Sostenibilità». Così Edoardo Imperiale, direttore generale della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti. L’industria conciaria si occupa della trasformazione di uno scarto dell’industria della carne in un prodotto industriale adatto ad essere valorizzato nella produzione di articoli in pelle. A Pozzuoli, in occasione della Giornata Nazionale della Bioeconomia, il workshop Leather Bio-Strategies to Italian Bioeconomy promosso nell’ambito delle attività del “Cluster Spring”- Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde – ed Assobiotec. Al centro della giornata di studio il punto sulle attività e le sfide future in particolare sulle nuove strategie per la valorizzazione ed uso innovativo degli scarti conciari.

LA SFIDA – La Stazione Sperimentale, Istituita a Napoli per Regio Decreto nel 1885, oggi è il motore, fra le altre cose, del Politecnico del cuoio, un “programma nazionale finalizzato a consolidare, sviluppare e divulgare la cultura tecnica del cuoio al fine di rafforzare il capitale umano per favorire la competitività del sistema produttivo conciario e contribuire all’innovazione della filiera pelle italiana in collaborazione con imprese, università, organismi di ricerca scientifica e tecnologica, enti locali, associazioni di categoria e sistema scolastico e formativo”. Ma è sul futuro che il direttore generale, Edoardo Imperiale, ha lanciato la sfida. «Qui, nella nuova sede di Pozzuoli, tutte le condizioni per lanciare l’incubatore nazionale sull’economia circolare. Il settore conciario e la sua filiera per competere hanno la necessità di investire in tecnologie abilitanti per migliorare processo, qualità dei prodotti nel rispetto dell’ambiente. Qui è possibile creare un contenitore nazionale in grado di sviluppare ulteriormente una realtà produttiva di significativa consistenza per l’economia del Paese e che sia in grado di promuovere la nascita di un’organizzazione “scaffold” per il mercato dell’economia circolare analoga a Slow Food in campo alimentare. L’obiettivo è favorire la nascita di startup, spinoff, brevetti e progetti di innovazione ad alto contenuto tecnologico applicati ai sistemi di produzione a minor impatto ambientale e maggiormente rispondenti alle esigenze del mercato, comprese le tematiche inerenti la tutela dei consumatori, lo studio di sistemi di contenimento delle emissioni (riciclo delle acque, abbattimento solventi, etc.), la valorizzazione dei rifiuti solidi (fanghi, ritagli di pelle) derivanti dalla lavorazione conciaria e tutti gli aspetti riguardanti le innovazioni di processo e di prodotto che possono interagire sul settore concia e sugli utilizzatori di cuoio (es. automotive, moda, arredamento, calzature, interior design). E’ possibile farlo, va fatto».