Un'immagine sorridente di Claudio Crema

POZZUOLI – La motocicletta ritrovata 48 ore dopo l’incidente, forse nascosta o trasportata da qualcuno, lontano dal luogo della tragedia. Perché?  Una storia che si tinge di giallo quella della morte di Claudio Crema, il 26enne morto a Pozzuoli in seguito a un grave incidente stradale all’alba di domenica scorsa. L’uomo feritosi gravemente, a seguito di quella che sarebbe stata una violenta caduta dalla sua motocicletta “Triumph”, è poi deceduto nella giornata di martedì all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli dove i sanitari hanno decretato la “morte cerebrale”.

TANTI GLI INTERROGATIVI- Come sia andata e cosa abbia causato la caduta, è tutto ancora oggetto di indagine. Nell’incidente infatti “non sarebbe stato coinvolto nessun altro veicolo”, alla scena parte che non abbia assistito nessuno, una tragedia senza testimoni. Gli agenti del commissariato di Polizia di Pozzuoli diretti dal vicequestore Michele Cante nelle ultime ore hanno sentito alcuni soccorritori, ma nessuno di essi avrebbe assistito materialmente alla scena.

Il pronto soccorso de "La Schiana" dove Crema è arrivato in gravissime condizioni

LA MOTO SCOMPARSA – Poi il “giallo” della motocicletta sulla quale viaggiava Claudio Crema, ritrovata due giorni dopo l’incidente in via Virgilio, a qualche centinaia di metri di distanza da via Miliscola, nei pressi della “rotonda di Lucrino”, teatro della tragedia, a quanto pare senza chiavi collegate al cruscotto. Quindi Claudio Crema sarebbe caduto da solo e qualcuno avrebbe poi successivamente tolto dal luogo della tragedia la sua moto.

Per quale motivo? Particolari inquietanti come la voce che circola nelle ultime ore secondo la quale la vittima quella sera indossasse il casco, che poi gli sarebbe stato rubato nel parcheggio di un locale dove aveva trascorso la serata. E fatale per la vittima sarebbero state le profonde ferite riportate al capo nell’impatto sul selciato. Un puzzle di voci e indizi che in queste ore si cerca di ricomporre per ricostruire l’esatta dinamica di questa tragedia.

DONATI GLI ORGANI- Intanto la salma del 26enne è ancora all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” dove continua giorno e notte la veglia da parte di amici e conoscenti. I familiari dello sfortunato 26enne, che aveva una figlioletta di pochi anni, hanno deciso per la donazione degli organi. Nel frattempo è attesa in città per i funerali del motociclista, che dovrebbero celebrarsi della giornata di domani.  “Leone” così veniva soprannominato Claudio Crema, era particolarmente conosciuto in città e negli ambienti della movida. Un ragazzo perbene, simpatico, allegro, solare così in queste ore viene ricordato da amici e conoscenti attraverso il social network “Facebook” che gli hanno intitolato il gruppo “Leone vivrai sempre in noi “Claudio Crema” dove in centinaia lo stanno ricordando.

GENNARO DEL GIUDICE
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