QUARTO – Una lunga pernacchia immortalata con lo smartphone, postando poi tutto sui social. Un vero e proprio flash mob nel flash mob, quello di sabato sera in una piazza Dante strapiena di “sardine”. Unendo alla perfezione la più classica tradizione napoletana, celebrata anche da Eduardo De Filippo, e la tecnologia.

DAI SOCIAL ALLA PIAZZA – A lanciarlo dal palco allestito dinanzi al convitto nazionale Vittorio Emanuele II è stato il quartese Bruno Martirani, tra gli organizzatori dell’evento assieme alla puteolana Antonella Cierciello. «Non dobbiamo dimenticare da dove veniamo – spiega il 29enne – le nostre tradizioni ed il nostro passato, per poter guardare meglio avanti». Un successo l’evento, il primo a Napoli dopo quelli organizzati in tantissime piazze italiane. «Usiamo i social per discutere, ascoltare ed organizzarci – aggiunge Martirani – a differenza dei politici attuali, che della rete ne hanno fatto uno strumento di marketing, per poi “vendere” prodotti diversi da quelli promessi. Loro non vivono realmente i territori, non ascoltano le persone. Noi utilizziamo la rete anche per confrontarci e raccogliere critiche e suggerimenti».

“DE LUCA? SOLO FRITTURA DI PARANZA” – E a chi vi ha ha recentemente strizzato l’occhio, come il governatore De Luca? «Può strizzare tutti gli occhi che vuole, ma l’unico pesce di cui abbia realmente parlato nella sua vita è la frittura di paranza». A questo punto qual è l’auspicio? «Sabato ci siamo incontrati per la prima volta, è come conoscersi per la prima volta. Bisogna fare tutte le valutazioni del caso, tenere conto delle opinioni che vengono espresse in rete. Che non si facciano gli stessi errori del girotondi e altri. Dobbiamo tradurre questa mobilitazione in qualcosa di concreto. Ora è presto per stabilire se diventare un movimento, un partito. Importante per creare una bella storia è l’affezionarsi, incontrandosi e confrontandosi».

STOP AI PERSONALISMI – Che rischi possono correre le sardine? «Dobbiamo stare attenti a non personalizzare il messaggio e la nostra azione. Questo deve essere un momento che appartiene a tutti».