Il Vulcano Solfatara di Pozzuoli

CAMPI FLEGREI – «A breve sarà definita una zona rossa anche per l’area flegrea, così com’è avvenuto dal ’95 per l’area vesuviana. La caldera dei Campi Flegrei, nella parte orientale, arriva fino alla collina di Posillipo ed include i quartieri di Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano». Queste le parole del direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale, che in una intervista al Roma anticipa alcuni dei risultati dei gruppi di lavoro di consulenza scientifica per l’aggiornamento dei piani d’emergenza delle aree vulcaniche napoletane. E quindi la possibile istituzione di una “zona rossa” anche per i Campi Flegrei (per ora riguarda solo la vastissima area vesuviana, da Napoli est a Scafati) a causa dell’intensificarsi dei fenomeni bradisismici nella zona negli ultimi anni.

PERICOLOSITA’ – Non solo quindi il Vesuvio e zone limitrofe ma anche i Campi Flegrei finiscono sotto i riflettori. «Siamo felici di sapere che dopo anni di battaglie anche la zona vulcanica dei Campi Flegrei che è più pericolosa del Vesuvio – dichiarano il capogruppo del Sole che Ride al comune di Pozzuoli Paolo Tozzi ed il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli –  è presa finalmente in considerazione. Dal 2010 viene annunciato il piano di evacuazione dell’ area flegrea e per realizzarlo risultano essere stati spesi diversi milioni di euro.  Ci auguriamo che il 2013 sia l’ anno buono e che non sia tutto rinviato per l’ ennesima volta ad un futuro imprecisato».

 SOLLEVAMENTO DELLA TERRA – «Nel 2012 – dice il direttore De Natale – c‘è stato un sollevamento di circa 3-4 centimetri che ha riguardato principalmente la zona del porto di Pozzuoli. La situazione attuale è che dal 44 c’è un vulcano quiescente che ha avuto periodi di notevole attività sismica alla fine degli anni 90 ma che nell’ultimo decennio è stata molto blanda. In questo momento non c’è alcun allarmismo per il Vesuvio, le dichiarazioni del vulcanologo giapponese Nakada Setsuya sono ovvie: è un vulcano attivo e quindi è lecito pensare che prima o poi erutterà e che bisogna fare i piani d’emergenza».