dia-archivioCAMPI FLEGREI – Interessi nelle estorsioni e nel traffico di sostanze stupefacenti. Il clan Pariante è vivo e continua a condurre interessi illeciti a Bacoli e Monte di Procida, nonostante il pentimento dello storico boss Rosario che nel 2014 decise di passare dalla parte della Giustizia. Le due cittadine flegree non sono “isole felici” come sembrerebbe, e su di loro continua a incombere la malavita locale. A capo dell’organizzazione criminale, legata un tempo al clan Di Lauro capeggiato da “Ciruzzo ‘o milionario” per poi passare con gli “Scissionisti”, c’è il figlio di Rosario Pariante.

LA RELAZIONE – A confermare la presenza e le attività del clan Pariante nei comuni di Bacoli e Monte di Procida è la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che pone l’accento su Pariante Junior quale capo dell’omonimo clan.

POZZUOLI E QUARTO – Mentre nei comuni di Pozzuoli e Quarto la relazione – relativa al primo semestre del 2016 – non tiene conto dell’operazione anticamorra “Iron Men” dello scorso 29 novembre che portò in carcere 44 affiliati al cartello dei “Longobardi-Beneduce”. Attualmente a Pozzuoli, con gli arresti dei fratelli Ferro e dei fratelli Beneduce, del RAS di Quarto Nicola Palumbo, di Napoleone Del Sole e delle rispettive manovalanze, lo scenario è mutato e l’unica organizzazione presente sul territorio è quella legata allo storico boss Gennaro Longobardi, sottoposto al regime di sorvegliato speciale.