Pietro D'Orazio, il titolare de "I Fondi di Baia"

BACOLI – Nella notte un poliziotto colloca un nastro rosso e bianco, chiude il campetto dove qualche ora prima è morto il piccolo Michele Leoncino. Un dramma nel posto dei sogni per tanti bambini che vengono a giocare immersi nel verde. “L’unica cosa che posso dire è che siamo a pezzi, costernati per questa tragedia. Il nostro pensiero in questo momento è rivolto a quel bambino e alla sua famiglia”.

E’ DISTRUTTO Pietro D’Orazio titolare de “I Fondi di Baia” dove domenica sera si è consumata la tragedia costata la vita al piccolo Michele Leoncino. “Ci sono state tutta una serie di coincidenze, di eventi capitati tutti insieme. Il bambino che si è arrampicato sulla traversa, la caduta e l’arrivo dell’ambulanza  senza medico a bordo”. Il 44enne imprenditore racconta gli attimi successivi alla caduta di Michele. Il piccolo, dopo il cedimento della porta del campo di calcetto ha fatto un volo di circa 2 metri per poi schiantarsi al suolo. Domenica sera era uscito insieme alla mamma e al padre, che lavora come elettricista, e insieme al fratellino più piccolo.  Insieme stavano passeggiando nel parco immerso nel verde dell’ Oasi Naturalistica dell’Ente Parco Campi Flegrei.

“STAVA BENE” – A quell’ora i campi sono chiusi, le luci vengono spente per la salvaguardia degli uccelli. Pietro D’Orazio, il titolare dell’agriturismo racconta quegli attimi fatali, nei suoi occhi è ancora vivo il dramma. “Il bambino  era salito sulla traversa per prendere il pallone che si era impigliato nella rete, poi la porta è crollata e lui è caduto. Siamo stati tra i primi a soccorrerlo. Apparentemente stava bene, parlava, scherzava, raccontava del suo amore per la squadra di calcio del Napoli, ci ha detto che era un tifosissimo. Stava bene, figuratevi che la mamma voleva anche alzarlo, ma gli abbiamo detto che era meglio attendere l’arrivo dei soccorsi perché non si poteva mai sapere ,poteva avere una costola rotta e alzandolo sarebbe stato peggio.

“POI E’ ARRIVATA L’AMBULANZA l’hanno preso loro in cura, c’era un infermiere ma non c’erano i medici” spiega D’Orazio che spiega come le sue strutture siano tutte in regola “Sono tutte porte in ferro, tutte ancorate a terra. Ogni anno vengono a giocare 50-60mila bambini e noi abbiamo tutto in regola. Ci sono dei cartelli in giro che regolano le visite e i divieti, come quello che vieta ai bambini sotto i 12 anni di girare da soli. Ripeto, è un dramma che ci ha distrutti, e in questo momento il nostro pensiero è rivolto solo ai familiari e a quel bambino”.

GENNARO DEL GIUDICE
[email protected]