NAPOLI– Davanti ad un “PalaBarbuto” gremito come ai tempi d’oro, circa 3000 persone sugli spalti dell’impianto di Fuorigrotta, il Cuore Napoli Basket batte nettamente(90-69) la Virtus Cassino chiudendo sul 3-2 una combattutissima serie di semifinale e conquista la finale playoff. Dopo le illusioni, i fallimenti e le innumerevoli delusioni degli ultimi anni, è il caso di dirlo: il Cuore della Napoli dei canestri è tornato a battere.

LA RINASCITA– Riavvolgiamo il nastro. La storia del basket azzurro riparte nell’agosto 2016 con la decisione di riportare il titolo in città da parte di Ciro Ruggiero da Agropoli (sì, quell’Agropoli che giusto dodici mesi si impose in finale con la Virtus Pozzuoli per il ritorno in B NDR) che, per nulla scoraggiato dall’incredibile serie di fallimenti che avevano mortificato la pallacanestro cittadina, diventa l’artefice di quello che ad oggi può considerarsi un miracolo sportivo, considerato anche le cocenti umiliazioni del recente passato. In società tanti ex che hanno fatto la storia della palla a spicchi napoletana, tra questi Massimo Sbaragli, Giovanni Dalla Libera e Pino Corvo, in campo invece una squadra giovane e motivata, allenata dal sapiente coach Francesco Ponticiello che, capitanata dal play Roberto Maggio, puteolano classe ’90, nel giro di pochi mesi mette la coppa Italia in bacheca e vince la regular season facendo così tutto ad un tratto rialzare la testa e gonfiare il petto d’orgoglio alla Napoli dei canestri.

LA STRADA VERSO LA A2– Il resto è storia di questi giorni, dopo aver superato Cassino, Maggio e compagni ora sognano il ritorno in A2. La finale, sempre con il fattore campo a favore al meglio delle cinque, sarà contro Palestrina, compagine già battuta due volte in campionato; in ballo c’è l’accesso alla Final Four di Montecatini, ultimo step per la promozione dove però basterà vincere una partita.