POZZUOLI – Con un documento di dissenso, nel pomeriggio di Lunedì 10 ottobre 2011, presso la sala conferenze del mercato ittico all’ingrosso di via Fasano, in merito alla cosiddetta Festa dell’Architettura, le associazioni esprimeranno la loro disapprovazione per un evento che presentato come “modello di urbanistica ed architettura partecipata” di partecipato non ha nulla.

SI FARA’ PRESENTE che nel contesto di scelte che investono la città sotto il profilo urbanistico, architettonico e commerciale, ove sono evidenti preferenze ed obiettivi che cercano di ridiscrivere il panorama economico locale, è fondamentale che tali scelte tengano conto delle istanze della cittadinanza nella fase decisionale dei progetti e non dopo, a progetti già chiusi.

“TUTTO GIA’ DECISO” – Partecipazione non è mettere al corrente la cittadinanza in merito a progetti preconfezionati e già decisi in stanze lontane da Pozzuoli. Partecipazione non è consultare la cittadinanza sul maggiore o minore gradimento di scelte già decise ed effettuate. Partecipazione (dal latino pars, parte, e capere, prendere) è il prender parte, il concorrere a progettare, il collaborare a un’impresa di comune interesse e si differenzia dall’acclamazione plebiscitaria in cui più che ” agirè ” si è già ” agito “. Purtroppo quanto messo in campo e presentato come “un nuovo modello innovativo di urbanistica ed architettura partecipata” di partecipativo non ha nulla. E’ solo la messa in campo di strumenti e tecnologie per un goffo e maldestro tentativo di ipnosi collettiva. Se si vuole una reale Urbanistica Partecipata, si segua un filo logico ed intellettualmente onesto.

NON SI CREINO, come già avvenuto per il progetto Rione Terra, false e luccicanti aspettative illudendo disoccupati, lavoratori, attività commerciali. Si parli con numeri alla mano delle reali ricadute economiche previste, dei reali posti di lavoro previsti per i puteolani, si parli del futuro previsto per le attività commerciali cittadine già esistenti e non dell’apertura di nuovi megacentri commerciali cammuffati dietro la denominazione di Centri Servizi Polifunzionali.

PER UNA REALE PARTECIPAZIONE, si riparta da zero, si ascoltino le esigenze e le priorità della cittadinanza, si renda questa cittadinanza partecipe del proprio futuro, si ascoltino le associazioni sindacali di categoria, le associazioni dei lavoratori, le associazioni territoriali . Si ascolti chi vive la Città. Solo allora, insieme ed in un’ottica di reale Urbanistica Partecipata, si progetti un piano di sviluppo per l’intera Città e si riscriva il Piano Urbanistico Attuativo Waterfront Flegreo. La partecipazione va creata prima, non dopo.

CS