QUARTO – Ha del clamoroso quanto deciso dal Tribunale riguardo Luigi Alfieri, il consigliere comunale dichiarato decaduto in quanto colpito da una interdizione dai pubblici uffici. La terza sezione penale ha infatti deciso che quella pena accessoria non poteva essere comminata, in quanto frutto di un computo errato della pena. Ed ora, quindi, il 38enne potrebbe fare rientro nell’aula all’interno della quale si votò per la sua surroga.

L’ERRORE DI CALCOLO – La vicenda inizia nel maggio del 2017, quando Alfieri viene condannato per bancarotta a tre anni, oltre all’interdizione per cinque. Due mesi dopo la sentenza (incredibilmente mai appellata dal suo avvocato dell’epoca, diverso dall’attuale) diviene irrevocabile. Nel 2018 arrivano le elezioni, e Luigi Alfieri entra in consiglio comunale tra le fila della civica Movimento Flegreo grazie alle circa 400 preferenze ottenute. Un anno dopo, però, arriva la doccia fredda. Dalla Prefettura viene comunicato il provvedimento dell’interdizione e pertanto il consigliere deve essere surrogato. Cosa che avviene nel settembre scorso, durante un consiglio comunale monotematico.

LA TESI VINCENTE – Il suo attuale legale di fiducia, l’avvocato Rosario Marsico, decide di rivolgersi al Tribunale attraverso un incidente di esecuzione ed ora è arrivata la clamorosa decisione: «Non può trovare applicazione la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici». Eppure, non è ancora detta l’ultima parola.

NEL LIMBO AMMINISTRATIVO – Nonostante la richiesta al sindaco, al segretario comunale e al presidente del consiglio di reintegrare Alfieri «senza indugio», via De Nicola al momento non sa che fare. E così, a breve partirà una richiesta di parere alla Prefettura e al Viminale, per una vicenda che da queste parti non ha precedenti.