(Foto di repertorio)

QUARTO – Sono ben 15 le famiglie alle quali è stata notificata la cessazione del diritto ad occupare gli alloggi di proprietà del Comune. Per anni, secondo quanto accertato dal settore Patrimonio di via De Nicola, non hanno versato all’ente i canoni dovuti, perdendo così i requisiti a vivere in quelle case.

GLI ACCERTAMENTI DEL COMUNE – Da cifre relativamente esigue, poco meno di mille euro, a ben 15mila. Queste le somme mai versate dagli occupanti degli alloggi una volta appartenenti al Demanio e poi ceduti al Comune nel 2003. In un caso è stato accertato che uno dei nuclei familiari occupanti era in realtà proprietario di un altro alloggio, nel Comune di Pozzuoli. Ed in gran parte arrivano dalla principale cittadina flegrea i destinatari dei provvedimenti di cessazione, sfollati dopo il sisma del 1980 e dal fenomeno del bradisismo.

IL CASO – Tra i destinatari, c’è anche il dipendente della Gpn denunciato in quanto scoperto ad accumulare rifiuti di ogni genere all’interno del proprio box auto. Dopo una segnalazione da parte degli uffici del Patrimonio, sono scattate le indagini ed il sequestro del garage. Parallelo all’opera di “caccia” alle irregolarità tra gli alloggi di proprietà dell’ente, prosegue anche la relativa alienazione.

LE COMPRAVENDITE – Fino ad ora, un centinaio gli appartamenti venduti dal Comune agli oramai ex locatari, su un totale di 174. Trenta invece i box auto oggetto già di ordinanza di sgombero, su un totale di cento. Infine, ancora pendente è il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che alcuni degli occupanti degli alloggi riservati ai custodi scolastici hanno promosso già da tempo.

BATTAGLIA GIUDIZIARIA – A favore del Comune, però, si è già espresso il Consiglio di Stato, interpellato dal Ministero dell’Interno. Il parere di Palazzo Spada è decisamente contrario alle rimostranze degli occupanti, verso i quali è stata emanata un’ordinanza di sgombero nel gennaio del 2017.