POZZUOLI – Una sala incuriosita del plesso Marconi ha accolto i “Napoletani, irripetibili, irriducibili, incorruttibili”. Il volume, edito da “Cento Autori”, di Mimmo Carratelli, Antonello Grassi, Nico Pirozzi e Giampaolo Santoro, è stato presentato al Primo Circolo Didattico di Pozzuoli.

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La presentazione al plesso Marconi

GIORNALISTI INTERVISTATI DAGLI ALUNNI – Alcuni alunni del corso di giornalismo hanno avuto l’arduo compito di dare avvio all’incontro facendo varie domande ai presenti, messo “sotto torchio” uno degli autori, Nico Pirozzi, che ha risposto a tutte le curiosità dei piccoli “giornalisti in erba”, e sui Campi Flegrei ha aggiunto: «Luoghi meravigliosi, in cui si fondono acqua e fuoco, natura e arte, letteratura e leggende». A presiedere l’incontro Angela Palomba, Dirigente Primo Circolo Didattico Marconi, intervenuti l’Assessore comunale alla Cultura, Francesco Fumo, la psichiatra Tiziana Celani, la giornalista Armida Parisi, ha modera Maria Guarino, presidente dell’associazione “Il Corvo” organizzatrice dell’evento. Presenti gli autori: Pirozzi e Grassi.

DA PERSONE A PERSONAGGI – «I personaggi del libro – spiega Parisi – sono raccontati attraverso lo sguardo del giornalista che si sofferma sugli aspetti meno noti, quelli aneddotici lontano dalla ribalta. Ad esempio Eduardo amava molto i gatti, il presidente De Nicola portava il cappotto rivoltato, e non ammetteva deroghe. Aneddoti che rendono vivi questi personaggi che rappresentano la città. La forza del libro è in questo, in quella capacità, tipica del giornalista, di rendere vive quelle persone che la storia ha reso personaggi».

GALLERIA DI PERSONAGGI – Da Sofia Loren a Totò, da Achille Lauro a Bendetto Croce, da Corrado Ferlaino a Eduardo De Filippo, da Enrico Caruso a Giorgio Ascarelli, da Enrico De Nicola a Raffaele Cutolo. Dieci personaggi che nel bene o nel male hanno raccontato e attraversato il Novecento napoletano, nove uomini ed una sola donna. «E il boss della camorra, Cutolo? Certamente il più enigmatico da decifrare collocato in questa decina. –  aggiunge Celani – Dalla sua biografia evinciamo che oltre ad una grande capacità organizzativa, seppure nel male, ha avuto una grande capacità di fare proseliti e farsi seguire con costanza e devozione seppure da cinquant’anni richiuso in carcere: quello di essere magnetico e seguito automaticamente è una dote dei grandi uomini , ma un popolo, può sentirsi rappresentato da un genio del male? Forse i Napoletani si proprio per quell’assunto Pasoliniano di rifiutare la storia».

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