POZZUOLI/GIUGLIANO – Da 24 giorni nel mare di Licola stanno finendo ininterrottamente liquami attraverso il canale Abbruzzese. Uno scempio ambientale che va avanti nel silenzio generale. L’unico “grido di dolore” finora si è alzato dal quartiere attraverso il comitato “Licola Mare Pulito” e il presidente Umberto Mercurio che quotidianamente, attraverso al propria pagina Facebook, documenta la catastrofe ambientale in corso. Nel frattempo la Regione Campania, che ha la competenza sul canale che convoglia in mare le acque delle condotte fognarie da Lago Patria, non è ancora intervenuta per ripristinare le pompe di sollevamento bloccate in seguito a un atto vandalico.

LA DENUNCIA – E intanto si rischia una catastrofe ambientale con pesanti ripercussioni sulla prossima stagione balneare «Da 24 giorni i liquami stanno finendo in mare e nessuno muove un dito -spiega Umberto Mercurio- La Regione Campania non ha mai affidato la centrale di sollevamento alla struttura più vicina ovvero alla società che gestisce il depuratore di Cuma-Licola, la Suez-Pizzarotti e queste sono le conseguenze. Allo stesso tempo è vergognoso che il comune di Pozzuoli abbiamo prodotto un documento di protesta nei confronti della Regione Campania solo 4 giorni fa. La politica di Pozzuoli che sta facendo a tutela del quartiere di Licola mare? Dove sono i politici della campagna elettorale che pontificavano?»

GLI STABILIMENTI BALNEARI – L’allarme arriva anche dalla FIPE – Confcommercio Imprese per l’Italia che attraverso il presidente regionale Salvatore Trinchillo ha delineato un quadro drammatico: «L’allerta a Licola è massima non solo per i balneari. Da ormai tre settimane  le pompe di sollevamento che dovrebbero deviare verso il depuratore di Cuma le acque delle condotte fognarie provenienti da Giugliano sono ferme perché guaste, pare a causa di un furto di rame» sottolinea il dirigente del sindacato che ieri intanto ha chiesto ufficialmente un intervento urgente a Fulvio Bonavitacola nella sua doppia veste di assessore regionale all’ambiente e vicepresidente della Regione.

IL DISASTRO«Le conseguenze di questo blocco, rischiano di essere devastanti per l’intero litorale in questa situazione le acque degli scarichi fognari infatti confluiscono nel cosiddetto Canale Abruzzese e da qui arrivano direttamente a mare senza subire attualmente alcun tipo di trattamento, con tutto ciò che evidentemente ne consegue. Se tutto questo dovesse perdurare – ha spiegato Trinchillo nella nota trasmessa a Bonavitacola – la situazione potrebbe compromettere gli enormi sforzi finora compiuti, soprattutto dalla Regione Campania, per il disinquinamento del Litorale Domitio ed il rilancio turistico dell’intera area».