di Alessandro Napolitano

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L’arenile di Lucrino

POZZUOLI – Un ordine di rimozione di manufatti che, se eseguito, avrebbe creato non pochi danni. E’ quello che il Comune di Pozzuoli aveva inviato ai gestori di alcuni lidi balneari tra Arco Felice e Lucrino. Senza però badare più di tanto alla sicurezza degli stessi bagnanti e addirittura dei viaggiatori della linea Cumana.

COMUNE “BOCCIATO” – E’ quanto emerge dalla sentenza emanata dalla Settima Sezione del Tar Campania e che di fatto dà ragione ai ricorrenti: i gestori dei lidi. La vicenda risale al 2010. Secondo quanto via Tito Livio aveva ordinato, bisognava rimuovere «tutte le opere realizzate esistenti nella fascia di area demaniale marittima adiacente la battigia di ampiezza non inferiore ai 5 metri, misura con riferimento al medio marino estivo, allo scopo di consentire il libero transito». L’incredulità dei gestori, però, sarebbe schizzata in alto leggendo un altro “passaggio” dell’ordinanza emanata dal Comune: «premesso che a seguito di accertamenti effettuati lungo il tratto di costa Lucrino – Arco Felice è emersa l’inaccessibilità della battigia lungo l’intero tratto ciò dovuto alla presenza di manufatti e occupazioni che ne determinano la percorribilità».

“RIMUOVETE LE SCOGLIERE!“- Non solo il Comune “dimenticava” di specificare meglio quali manufatti andassero rimossi, ma addirittura avrebbe preteso che ad essere abbattuti fossero un muro di contenimento lungo la linea Cumana e scogliere in mare. La concessione rilasciata ai gestori, risalente al 2007, prevedeva inoltre la messa in sicurezza dell’area. Ma il Comune avrebbe preteso l’abbattimento di opere previste proprio per aumentarne la sicurezza. Insomma, un pasticcio davvero difficile da credere. Scrivono i giudici: «il dichiarato scopo “di consentire il libero transito” non risulta congruo con l’ordine di rimozione posto che tra le opere rientranti nella fascia di cinque metri dalla battigia rientra pure il piede di fondazione del muro di sostegno del terrapieno sul quale corre la ferrovia Cumana, necessario per evitare il cedimento dello stesso muro di sostegno».

ADDIO SICUREZZA – E non finisce qui. Nella sentenza si legge anche «L’ordinanza impugnata non tiene inoltre conto dell’effettiva eseguibilità dell’ordine, la cui attuazione non può avvenire a discapito dei valori ambientali della zona che rischierebbero di essere compromessi in quanto la rimozione delle scogliere a mare provocherebbe l’erosione della linea di costa e la probabile riduzione della battigia stessa». In altre parole, il Comune avrebbe voluto fare abbattere opere necessarie alla sicurezza dei puteolani. Il tutto a carico dei gestori dei lidi a cui lo stesso Comune aveva rilasciato la concessione.