rapine_venetoPOZZUOLI – Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Mestre, farebbero parte di una banda di rapinatori “in trasferta” che da Pozzuoli e Napoli mettevano a segno colpi nel Nord Italia. Con questa accusa sono tornati in cella Nunzio Carraturo, 68 anni e Vincenzo Cocchia di 60. Dalle indagini è emerso che i due, assieme ad altri complici, hanno rapinato diverse gioiellerie a Udine, a San Donà, Strà (Venezia) mentre ne avrebbero fallite altre in Lombardia e in Piemonte.

IL MODUS OPERANDI – I colpi finiti sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri veneziani sono stati messi a segno tra il 2010 ed il 2012. Carraturo era finito in carcere già nel marzo scorso, dopo una rapina finita male. Per gli inquirenti, Carraturo sarebbe la “mente” della banda. Il modus operandi era più o meno sempre lo stesso. Carraturo riusciva ad ottenere la fiducia del gioielliere “di turno” facendosi conoscere tramite piccoli acquisti, sempre accompagnato da un bambino. Dopo di chè era tutto più facile, per la banda, fare irruzione nel negozio di preziosi e ripulirlo. In un caso un gioielliere fu costretto a chiudere i battenti, dopo una rapina che fruttò ai malviventi ben 150mila euro.