POZZUOLI – Sarebbero presto finiti sulle tavole di centinaia di famiglie in occasione delle festività natalizie, con un serissimo pericolo per la salute di chi li avesse mangiati. Oltre mezza tonnellata di frutti di mare sono stati invece sequestrati dalla Guardia Costiera di Pozzuoli nell’ambito di una più vasta operazione coordinata dalla Direzione marittima di Napoli.

200 EURO AL CHILO – Nessun controllo sanitario né tanto meno alcun segno utile alla rintracciabilità dei prodotti. Vongole e soprattutto tartufi di mare a finire nelle mani dei militari. L’operazione segue quella di alcuni giorni fa che ha visto come epicentro l’area periferia tra Monterusciello e Quarto. In uno scantinato, gli uomini della Guardia Costiera hanno trovato ben 36 chilogrammi di datteri, la cui pesca è vietata e rappresenta un serissimo danno per l’ambiente. Una volta sul mercato nero avrebbero fruttato oltre 7mila euro. Il “gusto del proibito”, infatti, induce alcuni consumatori a tirar fuori dalle tasche anche 200 euro per un solo chilo del proibitissimo mollusco.

DA CASTELLAMMARE A POZZUOLI – Le indagini era partite nel marzo scorso, quando i militari riuscirono a bloccare un uomo – anch’egli di Monterusciello – considerato l’anello di collegamento tra gli “spacciatori” dei prodotti del mare vietati, provenienti soprattutto da Castellammare di Stabia, e gli acquirenti  flegrei. Un mese dopo un’altra “base” venne scoperta sempre nella stessa zona al confine tra Monterusciello e Quarto. Il tutto, dunque, conferma quanto ipotizzato in passato: Pozzuoli come sorta di “centrale di smistamento” per il traffico illecito di prodotti del mare proibiti e Monterusciello come base operativa per la coltura illegale dei mitili.