Salvatore Stellato

POZZUOLI – Sono gli eredi dei Longobardi-Beneduce, le nuove leve della camorra e superstiti dell’operazione “Iron Men” che esattamente un anno fa sgominò tre gruppi criminali che per 5 anni si sono alternati nel controllo degli affari illeciti in città. Cinque affiliati che ieri mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli su richiesta del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Gloria Sanseverino.

Francesco Romano

I NOMI – Si tratta di Francesco Romano, 36 anni alias “Checcotto”; Salvatore Stellato, 22 anni; Giovanni Amirante, 27 anni; Giovanni De Felice, 38 anni; e Rosario Tizzano, 33 anni alias “a Jatta”. Sono tutti puteolani e residenti nei quartieri di Monterusciello e Rione Toiano dove ieri mattina sono stati raggiunti dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pozzuoli e dopo le formalità di rito sottoposti agli arresti domiciliari. Eccetto De Felice, in manette nel 2014 insieme ad altri 7 componenti della banda di “cani sciolti” capeggiata dall’attuale collaboratore di giustizia Napoleone Del Sole e nel 2016 insieme ad altri 45 affiliati ai gruppi di Del Sole, dei fratelli Antonio e Andrea Ferro e di Nicola Palumbo.

Giovanni Amirante

DROGA E ARMI – Le ordinanze di custodia cautelare di ieri sono arrivate in seguito a un ricorso al Tribunale del Riesame vinto dalla DDA. Amirante, Stellato, Romano e De Felice sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre Tizzano è accusato di detenzione e porto abusivo di armi aggravato da finalità mafiosa. Quest’ultimo -secondo le accuse- in un’occasione fu trovato in possesso di un fucile con matricola abrasa che deteneva per conto proprio di Napoleone Del Sole. Diverso ruolo invece per Stellato e Amirante, riteuti addetti allo spaccio di marijuana nella piazza di spaccio del lotto 9 di Monterusciello, gestita da Alfonso Di Bonito e i cui profitti –stando al racconto dei pentiti- per un periodo finirono al 50% nelle tasche di Del Sole. Piazza di spaccio dove Stellato ha “lavorato” anch’egli alle dipendenze di Di Bonito.

Giovanni De Felice

FIGLIO DEL PENTITO – Giovanni De Felice, condannato a cinque anni e quattro mesi per un’estorsione nei confronti di un titolare di una sala scommesse al quale era stato imposto l’utilizzo di video-poker forniti dall’organizzazione, è il figlio di Ciro De Felice, attuale collaboratore di giustizia. E proprio il padre, nei suoi interrogatori, avrebbe più volte accusato anche il figlio che ha militato sia nel gruppo di Del Sole che in quello del rivale, il Ras Nicola Palumbo detto “Faccia abbuffata”.