Agenti di polizia municipale “sigillano” la giostra per disabili

POZZUOLI – Non sono bastati gli appelli, le denunce, le foto, le condanne e gli slogan per “avvertire” i genitori. O meglio, i genitori cafoni. Non è bastato il cuore di chi ha voluto donare alla città un “simbolo” per contribuire a ridurre quella distanza tra chi può e chi non può. Non è bastata l’indignazione di chi qualche volta si è opposto all’inciviltà. Non è bastato l’impegno degli agenti della Polizia Municipale, spesso intervenuti per frenare quell’ondata di inciviltà che troppo spesso invade il lungomare “Sandro Pertini”. La giostra per bambini disabili, donata nel 2016 dal “Rotary Club Pozzuoli”, è stata smontata e portata via da via Napoli. Per sempre.

SMONTATA – Uno scempio che andava avanti da due anni a cui il comune di Pozzuoli ha deciso di mettere la parola fine dopo numerosi danneggiamenti: la giostra questa mattina è stata smontata dagli operai dell’ufficio manutenzione e portata in un deposito comunale dove verrà riparata e successivamente montata nel Parco Urbano Attrezzato di via Vecchia delle Vigne, in un’area più sorvegliata e lontana dalle barbarie di via Napoli. A via Napoli, per il momento, è rimasta la struttura su cui si reggeva l’altalena.

GENITORI COLPEVOLI – La giostrina, realizzata ad uso esclusivo per bambini disabili e montata nel baby parking del lungomare, era stata collocata tra quelle per normodotati. Doveva essere preservata e “protetta”, ma così non è stato: a poche ore dall’inaugurazione e dalla donazione che il Rotary fece al comune di Pozzuoli, quella giostrina fu subito presa d’assalto. Cinque, dieci e perfino quindici bambini messi sulla piattaforma costruita per ospitare appena una carrozzina. Uno scempio che si è consumato giorno dopo giorno sotto gli occhi colpevoli dei genitori, gli unici responsabili di questa vergogna. Colpevoli perchè davanti alla curiosità e al naturale istinto dei loro piccoli avrebbero dovuto spiegare, motivare e poi dire “no”. Anzi, spesso si sono nascosti dietro a becere motivazioni al cospetto di chi chiedeva loro di far scendere i bambini. Non hanno saputo insegnare ai propri figli il rispetto per il “bene comune”. E da genitori, hanno fallito.