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POZZUOLI/ Dopo il “tradimento” di Russo si spacca Italia Viva: Sebastiano lascia il partito

POZZUOLI/ Dopo il “tradimento” di Russo si spacca Italia Viva: Sebastiano lascia il partito
  • Pubblicato10 Gennaio 2026
POZZUOLI – Gianluca Sebastiano lascia Italia Viva. La decisione arriva dopo i noti fatti del 12 dicembre scorso quando il collega Enrico Russo, con il suo dietrofront, salvò il sindaco Gigi Manzoni dallo scioglimento del consiglio comunale. Un “tradimento” che non è andato ai dodici consiglieri che quel giorno, con Russo, tentarono il golpe. Oggi, dopo quasi un mese, Sebastiano lascia il partito. «Questa non è una decisione semplice. È una scelta che arriva dopo una profonda riflessione, maturata anche attraverso il confronto con le persone a me care. Oggi, però, sento il bisogno di essere onesto, prima di tutto con me stesso. Lascio Italia Viva. – ha fatto sapere il primo degli eletti di Italia Viva – Avevo aderito a questo progetto con entusiasmo, credendo in un’idea di politica fatta di ascolto, coraggio, sano riformismo e reale vicinanza alle persone. Con il tempo, però, ho avvertito una distanza sempre più marcata tra quei valori e la realtà che vivevo. Una distanza che non sono più riuscito a colmare. Restare avrebbe significato rinunciare a una parte importante di ciò che sono. E io non voglio fare politica per abitudine, per appartenenza o, peggio ancora, per convenienza, ma per convinzione. Lo spettacolo poco edificante che stiamo offrendo a Pozzuoli ha inciso profondamente su questa scelta.»
L’IMPEGNO – «La nascita della nuova giunta non rappresenta il cambiamento per cui avevamo combattuto. È piuttosto il risultato di accordicchi e compromessi al ribasso, lontani anni luce dalle ragioni che avevano acceso alcuna battaglie. – ha aggiunto Sebastiano –  Pozzuoli vive criticità profonde, un disagio crescente, una comunità che chiede risposte serie, non la spartizione di qualche seggiola. Quando la politica getta le maschere, smette di ascoltare i cittadini e inizia a contare solo i posti, perde la sua funzione e tradisce la fiducia di chi aveva creduto in qualcosa di buono. Pozzuoli meritava coraggio. Il mio impegno politico non è mai stato finalizzato a vantaggi personali, ma al rispetto dei principi e all’interesse collettivo. Non sono mai stato un consigliere comunale passivo. Non ho mai alzato la mano per automatismo in Consiglio comunale. Ho sempre scelto di ragionare, valutare e assumermi la responsabilità delle mie posizioni, nel bene e nel male. Ho sempre preferito il confronto e il conflitto delle idee all’inerzia e all’inettitudine, dire apertamente ciò che non mi convince per arrivare a ciò che serve davvero. Allo stesso tempo, non posso e non voglio dimenticare il percorso fatto in questi anni. Grazie a Italia Viva ho conosciuto tante belle persone, con cui ho condiviso idee, battaglie e momenti intensi. Di molte di loro conserverò un ricordo bellissimo e un’amicizia profonda. A tutte auguro sinceramente le migliori fortune, umane e politiche. Oggi sento il bisogno di tornare alle origini del mio impegno: ascoltare la città. Le persone, le loro fatiche quotidiane, le speranze, le rabbie, le aspettative. È qualcosa che so fare, che amo fare e che, negli ultimi tempi, avevo un po’ trascurato. Non è un addio alla politica, ma un ritorno a ciò che la rende viva e necessaria. Riparto da lì, con umiltà, passione e la volontà di restare coerente con me stesso, INSIEME a chi mi ha sempre sostenuto. Alla nuova giunta va comunque il mio in bocca al lupo, con l’augurio sincero che possa svolgere un buon lavoro nell’interesse della città. Sarò una spina nel fianco, senza sconti e senza silenzi, ma non sarò solo critica. Sarò anche proposta, perché Pozzuoli viene prima di ogni appartenenza e di ogni ruolo. Il futuro inizia oggi.»