POZZUOLI – Sabato aveva abbassato la serranda del suo negozio e non l’ha riaperta più. Per quattro giorni è rimasta chiusa in pochi metri quadrati, dove ha dormito e mangiato tra scatoloni e articoli di ogni genere. Una decisione dettata dalla disperazione per i tanti furti, le rapine e gli atti vandalici che hanno colpito il suo negozio e che ieri mattina l’ha spinta addirittura a minacciare il suicidio con una bombola di gas. Filomena Marra, 71 anni, dopo aver tenuto in apprensione un intero quartiere alle 11.30 è uscita dal suo negozio-bunker convinta dai carabinieri della Compagnia e della stazione di Pozzuoli e dopo aver parlato con i giornali locali per denunciare la sua storia. Si è messa in contatto con la redazione di Cronaca Flegrea e con Pozzuoli21 per raccontare le “ingiustizie” di cui è stata vittima. Poi ha accettato di porre fine alla sua “protesta” e grazie all’intervento dei vigili del fuoco è uscita dal suo negozio di via Cicerone tra le case popolari denominate “carri armati”.

LE SCUSE – «Chiedo scusa a tutti, ma dovevo farlo -ha esclamato Filomena Marra- Non ce la faccio più ad andare avanti. Qua ci sono delinquenti, io sono vittima di furti, rapine, danneggiamenti, sono stata picchiata ma nessuno fa niente. Spero con questo gesto che cambi qualcosa, che chi è preposto ad intervenire lo faccia. C’è una telecamera qua vicino che riprende tutto, perchè non vedono cosa succede specialmente la sera?» La 71enne, in evidente stato di agitazione, ha rifiutato di essere condotta in ospedale limitandosi a ricevere le prime cure dai sanitari del 118 giunti sul posto. Si è invece “affidata” a un maresciallo della stazione di Pozzuoli che fin dai primi minuti di tensione aveva avviato un’opera di convincimento nei confronti della donna. Tutto fortunatamente si è concluso nel migliore dei modi. Dopo circa due ore la strada, chiusa per motivi di sicurezza, è stata poi riaperta al traffico.