POZZUOLI – Cancelli e palizzate che deturpano il tratto di costa e impediscono il libero passaggio e l’accesso al mare. Poi catene e lucchetti a mo’ di “proprietà privata”. Succede sul litorale di Lucrino e Arco Felice, dove da anni cittadini e comitati denunciano abusi. Lo hanno fatto anche attraverso segnalazioni alla Capitaneria di Porto e al Comune di Pozzuoli e con numerosi esposti in Procura: chiedono l’abbattimento di tutti gli sbarramenti lungo tutta la linea di costa.

IL DIVIETO – Secondo un recente studio di Legambiente la città di Pozzuoli è tra quelle che in Italia ha meno spiagge libere e più concessioni. E, ironia della sorte, continua a vietare i bagni a chi non sceglie i lidi privati. L’ultimo atto è stato la chiusura della spiaggetta tra il lido Augusto e lo stabilimento privato “Marena” (di proprietà della famiglia del consigliere di maggioranza Salvatore Maione) alla cui società era stato dato in affidamento proprio il tratto di libero. Dopo poche settimane il comune di Pozzuoli glielo ha revocato per “dichiarata impossibilità di questa a garantire l’applicazione dei protocolli Anticovid per l’accesso da parte dei bagnanti”. Contestualmente, preso atto della situazione, oltre alla revoca dell’affidamento il dirigente comunale Agostino Di Lorenzo ha inibito l’accesso a un sottopasso di proprietà dell’EAV che veniva utilizzato dai bagnanti: unico fronte di accesso alla spiaggia libera, da un lato chiusa dal lido Augusto e dall’altro dalle palizzate in legno dello stabilimento privato. Ecco, proprio quelle palizzate e quei cancelli che deturpano la costa.