POZZUOLI – Dopo 8 anni di carcere torna in libertà Raffaele Di Francia, 53 anni, detto “Lello ‘o pollo”, uomo del clan di Gaetano Beneduce. Arrestato a Pozzuoli nel giugno del 2010 durante la maxi operazione “Penelope” che portò in carcere 84 affiliati ai clan Longobardi e Beneduce, Di Francia fu condannato in primo grado a 11 anni di reclusione, pena poi ridotta in appello a 10 anni.

UOMO DEL BOSS – Dagli atti dell’inchiesta è emerso come Raffaele Di Francia fosse uno degli uomini a godere di maggiore fiducia da parte del boss Gaetano Beneduce, ricoprendo all’interno del gruppo criminale un ruolo di primo piano. E’ indicato dai collaboratori di giustizia come persona scaltra e, per la sua posizione di “insospettabile” rispetto ad altri affiliati, uno dei pochi a cui era permesso incontrare con Beneduce anche nei periodi di latitanza di quest’ultimo. Secondo i pentiti Di Francia era, insieme a Leonardo Avallone, uno dei capi alle dirette dipendenze del boss che gli affidò il denaro da distribuire agli affiliati.

CONDANNATO A MORTE – In un’occasione “o pollo” finì nel mirino del clan rivale che -stando ai racconti di un collaboratore di giustizia- doveva essere ammazzato.“Avremmo dovuto ammazzare “il Pollo”, cioè Di Francia Raffaele, perché stava pure lui con Beneduce” raccontò durante un interrogatorio nel 2009 Francesco De Felice.