POZZUOLI – A partire da gennaio 2017 i cittadini di Pozzuoli si sono trovati sulle bollette dell’acqua un rincaro del 30%. A marzo 2017 l’Amministrazione Figliolia giustificò tale aumento con i rincari sulla fornitura dell’acqua all’ingrosso imposti da Acqua Campania S.p.A.. A fine maggio 2017, però, il TAR Campania dichiarò illegittimi quegli aumenti, ma il Comune ha continuato ad applicarli. A Settembre 2018, dopo pronuncia dell’Autorità (Arera), anche la provvista d’acqua fornita da ABC (ex Arin) costerà di meno ma, nella Variazione di Bilancio del 26 novembre, l’Amministrazione Figliolia ha deciso di trattenere ancora una volta il risparmio nelle casse comunali e non restituirlo ai cittadini.

LA DENUNCIA – I Consiglieri pentastellati, Domenico Critelli e Antonio Caso, hanno mostrato, nella seduta di Consiglio Comunale del 26 Novembre, forte contrarietà dichiarando a margine: «E’ ingiusto ed inaccettabile quanto sta accadendo. Ricordiamo che, già a partire da gennaio 2017, è stato applicato ai cittadini un aumento sulle bollette dell’acqua del 30% giustificandolo con l’aumento del costo della provvista d’acqua fornitaci da Acqua Campania. A fine maggio 2017 il TAR ha però bocciato questi aumenti, ma l’Amministrazione Figliolia ha pensato bene di non restituire il maltolto ai cittadini, circa 1.100.000€. Nella variazione di bilancio la spesa per l’acquisto dell’acqua all’ingrosso è stata ridotta di altri 2 milioni, in virtù della bocciatura da parte dell’Autorità (ARERA) degli aumenti di ABC (ex Arin), altro fornitore del Comune. Stiamo parlando in totale di circa 3 milioni di euro che l’Amministrazione “sta prendendo in prestito” dai cittadini senza aver chiesto alcun consenso.»

LE RICHIESTE – I due Consiglieri hanno poi concluso affermando: «Tenendo conto anche della cattiva gestione del servizio di manutenzione del sistema idrico e fognario degli ultimi 2 anni e mezzo, del pessimo servizio di lettura e bollettazione che ha più volte generato “bollette pazze”, del ritardo degli interventi di miglioramento della rete, possiamo affermare che questa Amministrazione sta chiedendo ai cittadini “onesti pagatori” molto di più del dovuto. Abbiamo chiesto con forza a Sindaco e Giunta di intervenire per apportare da subito una riduzione delle bollette. Qualora dovessero aversi sentenze o pronunce che ribaltino lo stato dei fatti, si chiederà di integrare con comode rate sulle future bollette.»

LA RISPOSTA – L’amministrazione comunale di Pozzuoli -in un comunicato- ritiene “demagogica” la presa di posizione assunta dal Movimento 5 Stelle che in un comunicato accusa il Comune di non restituire ai cittadini i “risparmi” derivati dal minor costo dell’acquisto dell’acqua. Questa presa di posizione non tiene conto, infatti, delle motivazioni tecniche che impediscono la restituzione del minor costo della provvista dell’acqua, il cui aumento della tariffa approvata dagli Enti Gestori è stata impugnata e sospesa con sentenza del TAR, appellata e pendente in Consiglio di Stato. Motivazioni tecniche legate alla valenza pluriennale della nostra tariffa che abbraccia le annualità 2016-2019 e che riguarda soprattutto un contenzioso amministrativo in essere, dunque non ancora definitivo. Occorre inoltre considerare che la revisione della tariffa della fornitura idrica è dettata dall’autorità in base a spesa ed investimenti: è quindi un obbligo normativo. Rispetto all’utilizzo in variazione di bilancio, l’amministrazione ha, altresì, rassicurato la città che così come fatto lo scorso anno per l’esercizio 2017, dove è stato accantonato a Fondo Rischi 1 milione 100 mila euro, anche quest’anno l’amministrazione farà di tutto per accantonare i 2 milioni in maniera che il bilancio non risenta assolutamente di qualsiasi evento si dovesse prospettare. Oltretutto, occorre considerare che nonostante la diminuzione del costo della provvista d’acqua, con l’attuale tariffa comunale si coprono i costi al di sotto del 100 per cento, quindi i soldi dei cittadini non vengono utilizzati per altro: semplicemente il Comune ci sta rimettendo meno soldi.