POZZUOLI – Sono due, per il momento, i nomi iscritti nel registro degli indagati per la morte del piccolo Davide Marciano, il bimbo di quasi 4 anni morto nella notte tra mercoledì e giovedì nella piscina del Kora. Gli atti ai destinatari non sono stati ancora notificati in attesa delle informative dei poliziotti del commissariato di Pozzuoli che su delega del pm Michele Caroppoli stanno accertando ruoli e responsabilità all’interno del Kora. Dopo l’apertura di un fascicolo inizialmente a carico di ignoti e una prima iscrizione di due persone nel registro degli indagati, nelle prossime ore gli avvisi di garanzia dovrebbero salire a cinque: destinatari, i genitori del bambino, il titolare e i due giovani animatori.

LA VERSIONE DEI GENITORI – “Il piccolo Davide non aveva il costume e non c’era nessun bambino in acqua. Al momento della tragedia la madre stava allattando, mentre il padre era impegnato con il figlio più grande”. E’ questa la versione che Luigi Marciano e Rosa Russo, i genitori del bambino straziati dal dolore, portano avanti attraverso il proprio legale di fiducia e che getta un’ombra sulle responsabilità dei due animatori impegnati mercoledì sera con un gruppetto di sette-otto bambini durante la festa di matrimonio. Versione completamente opposta a quella fornita dal personale del Kora secondo cui i bambini presenti quella sera, nonostante i continui richiami da parte degli animatori e dallo stesso proprietario della struttura, si sarebbero più volte tuffati in piscina.

LA RICOSTRUZIONE – E proprio per seguire cuginetti e amici, sfuggiti ad ogni controllo, che il piccolo Davide sarebbe caduto in acqua senza che nessuno se ne accorgesse di nulla, prima che il suo corpo esanime venisse notato da un animatore intervenuto nel frattempo per soccorrere un altro bambino che aveva appena vomitato a bordo vasca. Versioni discordanti che, alla luce dell’assenza di telecamere sulla piscina e nell’area dove era in corso il ricevimento, rendono complicata la ricostruzione dei fatti.