POZZUOLI – Sono trascorsi esattamente sei anni dalla morte di Domenico Conte, schiacciato da un albero ad Arco Felice, senza che sia stato individuato alcun responsabile di quella tragedia. L’uomo, che oggi avrebbe avuto 70 anni, era seduto nella sua auto lungo via Miliscola. La moglie era nel frattempo scesa dalla vettura per partecipare ad un funerale nella vicina chiesa di San Luca.

LA TRAGEDIA E LE POLEMICHE – Lui preferì restare in auto, la stessa che rimase investita in pieno da un grosso pino marittimo sradicatosi dal marciapiede. Inutili i soccorsi per Conte, rimasto intrappolato tra le lamiere. I vigili del fuoco impiegarono ore per poter estrarre il corpo dall’auto, nonché per spostare l’enorme fusto. Immediate le polemiche, quasi tutte riguardanti lo stato di salute degli alberi, ed in particolare delle loro radici. Apparati radicali troppo poco sviluppati, grazie al cemento che hanno avuto attorno che in molti casi avrebbero garantito solo la funzione nutritiva per le piante, ma con scarsa capacità di tenuta al terreno.

PROCESSO PER OMICIDIO COLPOSO – Sotto processo, con l’accusa di omicidio colposo, finì il responsabile del servizio Giardini del Comune. Il verdetto sarebbe arrivato nell’ottobre scorso, con l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste. La tesi dell’accusa verteva su una segnalazione di un albero pericolante partita da un provato e rimasta inascoltata. Ed invece, al termine del processo si stabilì che quella segnalazione riguardava in realtà un altro fusto, distante da quello “killer” circa 150 metri. Intanto, dopo la tragedia furono tantissimi gli alberi tagliati via per decisione del Comune, dal centro alla periferia. Un’operazione a scopo precauzionale, per evitare ciò che accadde quella domenica di novembre.