POZZUOLI – «L’arte è di tutti. Fra Chiese sorelle – dichiara monsignor Gennaro Pascarella – è auspicabile uno scambio anche sul piano dei beni artistici, a maggior ragione quando l’iniziativa ha una motivazione spirituale. I Magi sono simbolo e volto della cattolicità e dell’universalità della Chiesa. Maria, che presenta il Figlio ai Magi – dunque a dei pagani –, è simbolo della Chiesa chiamata a donare Gesù Cristo a tutti. È il volto della Chiesa in uscita cara a papa Francesco. E il Bambino, che attende i Magi a braccia aperte, è la Chiesa che – dalla sua “cattedra dei poveri” – accoglie, abbraccia, offre a tutti l’amore del Dio Trinità.» Successo incredibile per l’inaugurazione della mostra Ritornano i Magi, curata e guidata dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella (l’istallazione è possibile visitarla da vicino fino al 31 maggio del 2020). Non è un caso che la Cattedrale del Rione Terra era gremitissima di pubblico, per ammirare il capolavoro seicentesco de l’Adorazione dei Magi della pittrice e protofemminista: Artemisia Gentileschi. Donata per il periodo natalizio al museo diocesano Carlo Maria Martini (Milano), l’Adorazione dei Magi è un tripudio asfissiante di bellezza estetica, non solo per il profondo significato mistico, ma anche per la ricerca stilistica e la cura poderosa dei particolari.

L’EVENTO – Erano presenti con i loro stimolanti interventi: il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella; il direttore della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Napoli, Teresa Elena Cinquantaquattro; il funzionario di zona per la Tutela storico-artistica, Marianna Merolle; la direttrice del museo “Carlo Maria Martini” dell’Arcidiocesi di Milano e curatrice della mostra “Un capolavoro per Milano”, Nadia Righi; il direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, don Roberto Della Rocca. Assenti alla kermesse artistico-culturale: Vincenzo Figliolia, Sindaco di Pozzuoli e Stefania De Fraia, Assessore alla Cultura. Inoltre, è opportuno dire che il pubblico presente alla rappresentazione era copioso, ma mancante di una presenza giovanile. È grave come la gioventù puteolana si disinteressi completamente ad un evento così importante per la nostra cultura e comunità. Artemisia ha incantato il museo meneghino, con migliaia di visitatori entusiasti e sedotti dalla magnificenza degli influssi caravaggeschi tipici della «pitturessa» cosmopolita. Un’occasione perduta da parte dei giovani per riscoprire le tradizioni puteolane (l’importante ciclo pittorico della Cattedrale San Procolo martire) e l’abbacinante chiaroscuro tonale dell’arte seicentesca italiana.

LA BELLEZZA – Interessante e colto il viaggio espositivo – con un focus dell’opera gentileschiana – effettuato dalla direttrice del museo “Carlo Maria Martini” dell’Arcidiocesi di Milano. Un intervento segnato dalla passione verso l’universo artistico e la simbologia archetipica insita nella pittura del Belpaese. Sentita, inoltre, l’orazione del Vescovo di Pozzuoli avente come protagonista la bellezza. «C’è stato uno scrittore – afferma monsignor Pascarella – che mi ha accompagnato per tutta la vita, ed è Fëdor Dostoevskij. Secondo il romanziere russo: “la bellezza salverà il mondo”, e sono anche io cosciente della potenza salvifica della bellezza. Basta ammirare da vicino questo quadro immenso.»