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La perizia conferma: Giovanni Marchionni ucciso dal gas letale delle batterie

La perizia conferma: Giovanni Marchionni ucciso dal gas letale delle batterie
  • Pubblicato20 Marzo 2026

BACOLI – Intossicazione da acido solfidrico: è questa la causa del decesso di Giovanni Marchionni, il 21enne di Bacoli il cui corpo fu trovato privo di vita l’8 agosto scorso a bordo di uno yacht ormeggiato nel porticciolo della Marina di Portisco, in Sardegna. E quanto emerge nella relazione di consulenza tecnica depositata nei giorni scorsi alla Procura di Tempio Pausania disposta dalla pm Milena Aucone. Il gas letale sarebbe uscito da un foro con portello collocato sotto il guanciale del letto all’interno della cabina del ragazzo. Ad oggi l’unica persona che risulta nel registro degli indagati è l’armatrice Annalaura Di Luggo, proprietaria dello yacht.

LA PERIZIA – Secondo quanto riporta la relazione, c’erano “concentrazioni di acido solfidrico pericolose per l’uomo sprigionatosi dalle batterie.  La mancanza di ventilazione dei vani batterie che ha impedito la dispersione del gas verso l’esterno e l’idrogeno solforato confinato nelle sentine, più denso dell’aria, si è diffuso nei volumi bassi per poi invadere le aree interne in quanto i portelli delle sentine non sono a tenuta di gas”. Nella relazione, inoltre, si legge che “I risultati ottenuti sull’imbarcazione e, in particolare sulle batterie hanno mostrato come le batterie (e in particolare la Auxi) siano state in grado di generare concentrazioni di acido solfidrico pericolose per l’uomo (CH2S>100 ppm). Infine nel vano in cui sono state collocate le batterie all’interno della dinette non possiede ventilazione forzata e le dimensioni ridotte, i carter posizionati sulle batterie e gli alimenti e bevande rinvenuti al suo interno non hanno consentito una ventilazione tale da poter diminuire la temperatura al suo interno, favorendo la deriva termica delle batterie e la conseguente produzione e rilascio di gas tossico/esplosivo”.