POZZUOLI – Molte volte ci siamo chiesti quali sono i suoni che caratterizzano la nostra città. Suoni che diventano il tratto distintivo, ma anche l’elemento caratteristico dei luoghi impressi nei nostri ricordi passati e attuali. Cosa rende unico un rumore, un rumore del mondo? Un gruppo musicale di ragazzi chiamato: «NEOS KOSMOS» si è impegnato – di recente – in un lavoro che concilia musica, scrittura, ritmica e cosmopolitismo. Non è un caso, infatti, che questo duo campano abbia raccolto – grazie alla collaborazione di tantissimi «messaggeri del suono», che abitavano in varie parti del cosmo – svariati rumori tipici delle metropoli internazionali, per realizzare un progetto-testimonianza unico nel suo genere: comporre una canzone intitolata Bolla Nel Vento. Il gruppo, che scrive esclusivamente in italiano, propone musica di genere elettropop. Ovviamente, la matrice «pop» è presente per indicare un’accezione popolare, alimentando un feedback immediato da parte dell’audience. Il duo è formato da: Jacopo Di Bonito, autore, compositore, musicista, voce; Diego Genova, compositore, arrangiatore e musicista. Entrambi melomani, uniti dalla passione per la musica, si sono conosciuti dieci anni fa; difatti fino all’anno scorso hanno collaborato insieme in una Tribute band di Jovanotti, successivamente si sono messi in proprio, perché la voglia di creazione e l’immaginazione artistica aveva fatto il suo corso. Jacopo è laureato in filosofia e politica, ed esercita la professione di giornalista d’inchiesta; lo ricordiamo perché, per due stagioni, ha lavorato in redazione insieme al giornalista Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia. Mentre, Diego è musicista ed insegnante, conseguendo il Bachelor of Arts in Contemporary Popular Music. Il nome della band «NEOS KOSMOS» è caratteristico, considerato che riecheggia l’omonimo quartiere d’Atene, ove Jacopo ha avuto le prime ispirazioni compositive nel campo della scrittura musicale.IL VIDEO – Il video della canzone Bolla Nel Vento, presente da qualche settimana sulla piattaforma YouTube (link: https://www.youtube.com/watch?v=orSyQ2TV-UA), è davvero ben fatto sia nello stile delle immagini, sia nel montaggio alternato. Un plauso va al regista Luca Grafner che ha curato la regia, D.O.P. e il montaggio. Il cineasta ha saputo cogliere le anime dei due artisti, molto credibili in un’atmosfera surreale. La location è un Borgo abbandonato dell’Irpinia, a tratti inquietante, per l’irreale silenzio che l’avvolge. Diego è nativo del luogo post-apocalittico e non conosce né suoni, né rumori esterni. Sarà il forestiero Jacopo a portare e a proteggere – attraverso dei barattoli sonori cosmopoliti – in città le melodie sconosciute. Verso la fine del corto, si vede una macchina fantascientifica costruita per la decrittazione dei suoni, una sorta di macchina di Turing, decifratrice di codici nuovi ed oscuri all’uomo. Il posto, dopo l’avvento dei rumori, torna a rivivere, quasi ad indicare che la musica è uno degli elementi salvifici d’eccellenza. Consiglio la visione del cortometraggio sonoro, poiché dà un’ottima idea del messaggio artistico del gruppo.

IL PROGETTO – Abbiamo intervistato Jacopo Di Bonito, autore del testo citato, grande amante della scrittura e della musica, che ha saputo convergere le due sue passioni in un progetto artistico traboccante di unicità espressiva. «È un progetto elettronico, ma all’interno noi abbiamo aggiunto strumenti vivi: bassi, percussioni, voce, ecc… Essendo due percussionisti il lavoro è incentrato sulla ritmica – afferma Di Bonito –. Siamo un duo e, durante i live, eseguiamo il brano “dal vivo” suonando in quel momento esatto. I vari suoni raccolti nel giro per il mondo sono diventati elementi integranti del pezzo, attraverso un processo di mix sonoro. Questa è la particolarità: rendere i rumori protagonisti. Il brano è un prodotto di pura comunicazione, non a caso sono un giornalista ed ho sempre comunicato tramite il mio lavoro, perciò voglio continuare a farlo in maniera diversa, in forma musicale. Quindi, comunico dei valori nuovi che io e Diego vogliamo trasmettere al pubblico. Nel nostro caso i suoni – che provengono da fuori – diventano magicamente nostri attraverso la musica e la ritmica. L’obiettivo è rendere musicali le cose che ci circondano, interiorizzandole, per proiettarle alla portata di tutti. Ci sono in cantiere altri due canzoni soprattutto, a settembre, uscirà un secondo brano, visto il successo che stiamo assistendo con l’accoglienza positiva del primo. Seguiteci, d’altronde la musica è ciò che ci tiene in vita.»