Conflitto d’interessi al comune di Monte di Procida: l’assessore Scotto di Carlo si difende “Nessun vantaggio
MONTE DI PROCIDA – Non è tardata ad arrivare la replica di Daniela Scotto di Carlo, l’assessore montese coinvolta in un “conflitto d’interessi” su due delibere votate in Giunta Comunale nel dicembre scorso. Il caso mosso dall’ex sindaco Peppe Pugliese ha raggiunto anche il Prefetto di Napoli, tant’è che l’amministrazione è dovuta correre ai ripari e ripresentare le due delibere sulle tariffe degli impianti sportivi senza il voto della Scotto di Carlo. Secondo il leader di “Si Insieme” si è configurata una violazione dell’art. 78, comma 2, D.Lgs. 267/2000 (TUEL): “Gli amministratori di cui all’art. 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado.” Pugliese aveva posto il problema al Prefetto dopo le dichiarazioni in consiglio comunale dell’assessore allo Sport Tullio Russo sulla “Palestrina” e che avevano fatto drizzare le antenne alla minoranza per un possibile “conflitto d’interessi”.
LA REPLICA – L’Assessore Scotto di Carlo è un fiume in piena e si scaglia contro l’ex sindaco Pugliese, reo secondo lei, di essere altrettanto fautore, in passato, di alcuni “conflitti di interesse”. “Nei giorni scorsi il consigliere di minoranza Giuseppe Pugliese ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica ipotizzando un mio conflitto di interessi per aver votato una delibera che prevede l’aumento delle tariffe per l’utilizzo dei palazzetti comunali. È bene ristabilire i fatti. Ho votato un aumento delle tariffe. Un aumento. Si pagava 8 euro l’ora ed io ho votato affinché si pagasse 15 euro. Non una riduzione. Non un privilegio. Non un vantaggio. I palazzetti comunali sono beni pubblici. Sono mantenuti con i soldi di tutta la collettività. È giusto che chi li utilizza contribuisca in modo adeguato ai costi di gestione e manutenzione. L’aumento decorre alla naturale scadenza dei contratti in essere, nel rispetto delle regole e dei rapporti giuridici già costituiti. Non vi è stato alcun beneficio personale. Anzi, l’Associazione di cui sono socia pagherà di più. Questo è il presunto conflitto. Allo stesso tempo, non ho difficoltà ad ammettere che, con l’esperienza che sto maturando, probabilmente sarebbe stato più opportuno evitare di partecipare a quella votazione. Se questo è stato un errore, è stato un errore di inesperienza, non certo di interesse. E c’è una differenza sostanziale. Da una parte c’è chi vota un aumento che incide anche su sé stesso. Dall’altra c’è chi oggi parla di conflitto dopo aver ricoperto contemporaneamente ruoli istituzionali e ruoli negli enti che operavano sul territorio. Quando si richiama il principio del conflitto di interessi, è doveroso applicarlo con coerenza. Nel 2016 Giuseppe Pugliese viene eletto Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Motonautica. Nel 2019, mentre ricopre il ruolo di Sindaco, il Comune di Monte di Procida approva e sottoscrive un Protocollo d’Intesa con la stessa Federazione per la realizzazione di un Centro Federale sul territorio. Nel Bilancio Preventivo 2019 della Federazione si legge testualmente: “Grazie al decisivo intervento del Consigliere FIM Giuseppe Pugliese, Sindaco del Comune di Monte di Procida…” Nel 2021 viene nuovamente eletto nel Consiglio Federale FIM. Questi sono dati ufficiali e documentati. Non formulo accuse. Non presento esposti. Non chiedo interventi giudiziari. Mi limito a ricordare che l’imparzialità istituzionale non può essere un principio a corrente alternata. Se aumentare le tariffe per tutelare il patrimonio pubblico diventa un conflitto di interessi, allora è lecito chiedersi quale sia il parametro di valutazione. Io ho votato per chiedere più risorse a chi utilizza un bene pubblico. Altri hanno ricoperto contemporaneamente ruoli pubblici e ruoli negli enti che interagivano con il Comune. La differenza è tutta qui. La politica si fa nelle sedi istituzionali, con trasparenza e responsabilità. Chi sceglie la via degli esposti dovrebbe essere pronto ad accettare lo stesso livello di rigore quando i fatti riguardano sé stesso. Io non temo alcuna verifica. Perché quando si agisce nell’interesse della collettività, non c’è nulla da temere”.



























