di Alessandro Napolitano

Adriana Di Colandrea ad "Amore Criminale"
Adriana Di Colandrea ad “Amore Criminale”

BACOLI – Sei anni da scontare in carcere, per aver reso la vita della ex moglie un incubo. La Corte di Cassazione di Roma ha confermato la condanna d’Appello per Pasquale Lucci, di Bacoli ma residente a Ostia, che per anni ha maltrattato la donna che aveva sposato, Adriana di Colandrea, anche lei bacolese. Violenza fisica e psicologica, fino ad arrivare a quella sessuale.

DAL 2007 NELLE AULE DI TRIBUNALE – Finisce dopo otto anni la vicenda giudiziaria che ha attraversato tutti i gradi di giudizio. Fino, appunto, ad arrivare alla Suprema Corte. Le porte del carcere sin sono aperte questa mattina per Pasquale Lucci, quando i carabinieri lo hanno prelevato dalla sua abitazione. Quelle del tribunale si erano invece spalancate nel 2007. Quando iniziò il processo di primo grado al Tribunale di Roma. Otto udienze dibattimentali, due testimoni oculari e quattro anni di attesa per arrivare alla prima condanna. Che però non fu quella chiesta dall’accusa. E soprattutto dalla donna vittima delle violenze e dal suo legale di fiducia, l’avvocato Procolo Ascolese. Due anni di condanna per il marito, pena tra l’altro sospesa con la condizionale. L’uomo fu riconosciuto colpevole del solo reato di maltrattamento in famiglia, mentre cadde l’accusa di violenza sessuale.

RICORSO IN APPELLO – Il Procuratore Generale di Roma decise di ricorrere ovviamente in Appello, mentre la donna si costituì parte civile nel successivo grado di giudizio. La cui sentenza venne emessa il 19 novembre de 2013: sei anni di detenzione per entrambi i reati contestati: maltrattamento in famiglia e violenza sessuale. Si arriva poi in Cassazione, giovedì scorso.

DRAMMA IN TV – Un caso che era finito anche all’onore delle cronache nazionali. La vicenda infatti venne raccontata durante una delle puntate della trasmissione Rai “Amore Criminale”, nel novembre scorso. Un dramma che per la vittima era iniziato ad appena 8 anni, quando subì la prima violenza da parte di un familiare. Gli anni successivi spesi per dimenticare quell’orribile ricordo, fino al giorno in cui incontra l’uomo che avrebbe poi sposato. La voglia di riscatto, di amare e di essere amata. La nascita di un figlio. La vita di Adriana poteva davvero cambiare. Ed invece precipitò in un angosciante tormento che nemmeno una sentenza della Cassazione potrà mai cancellare del tutto.