POZZUOLI/ Consigliere della maggioranza Manzoni manda a quel paese il Prefetto di Napoli «Ma vaff……»- LA FOTO
POZZUOLI – C’è chi scrive lettere, chi presenta interrogazioni, chi chiede incontri istituzionali e chi, evidentemente, preferisce andare dritto al punto. Anzi, direttamente a quel paese. È il caso di Paolo Tozzi, consigliere comunale di Pozzuoli, che sotto un articolo pubblicato sui social e dedicato al piano del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, per garantire farmaci e beni di prima necessità durante lo sciopero degli autotrasportatori, ha pensato bene di offrire il proprio contributo al dibattito istituzionale con un elegante «Ma va affanculo». Una sintesi politica di rara efficacia, bisogna riconoscerlo. Poche parole, nessuna ambiguità e soprattutto nessun rischio di essere fraintesi. Del resto, perché perdere tempo con comunicati, proposte e richieste di chiarimento quando bastano tre parole per liquidare un’intera iniziativa della Prefettura? Il ragionamento del consigliere, a voler essere generosi, avrebbe anche un suo fondamento: anziché limitarsi a gestire le conseguenze dello sciopero, bisognerebbe affrontare le ragioni della crisi.
L’IMBARAZZO – Un’osservazione legittima, che avrebbe meritato magari un approfondimento. Peccato che proprio sul più bello, quando il discorso sembrava prendere una piega politica, sia arrivata la brusca svolta lessicale. Dall’analisi della crisi al “vaffa” istituzionale, senza nemmeno passare per una virgola di diplomazia. Il problema, naturalmente, non è il diritto di criticare il Prefetto, che nessuno mette in discussione. Il problema è che a esprimersi in questi termini, pubblicamente, non è un utente qualsiasi nascosto dietro un profilo anonimo, ma un rappresentante eletto dai cittadini, chiamato anche a confrontarsi con quelle stesse istituzioni che oggi liquida con tanta disinvoltura. Atteggiamento che rischia di mettere in difficoltà il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, che quotidianamente lavora a stretto gomito con il Prefetto di Napoli. Avere un proprio consigliere che manda a quel paese una delle massime autorità presenti sul territorio alimenta, quantomeno, un certo imbarazzo. C’è curiosità per capire cosa farà adesso Manzoni: pretenderà le scuse dal suo consigliere oppure farà spallucce?
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