Estorsione dal carcere a imprenditore di Pozzuoli: ras dei Longobardi-Beneduce condannato a 5 anni e mezzo
POZZUOLI – È stato condannato a 5 anni e 6 mesi di carcere Alberto Cammino, 56 anni detto “Albertino”, ras del clan Longobardi-Beneduce, accusato insieme alla compagna di tentata estorsione ai danni di un imprenditore di Pozzuoli. La sentenza è stata emessa dal Gup di Napoli al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Parte civile si era costituita l’associazione antiracket SOS Impresa che ha assistito la vittima attraverso l’avvocato Alessandro Motta. Rinviata a giudizio davanti al Tribunale di Napoli la compagna di “Albertino”, una 44enne di Giugliano.
L’ESTORSIONE – Secondo quanto ricostruito dalle indagini il Ras, all’epoca dei fatti detenuto nel carcere di Poggioreale, mediante una telefonata aveva chiesto all’imprenditore una somma di 400-500 euro per far fronte alle spese legali e un lavoro per la sua compagna. Quel giorno, infatti, la donna si era recata nel locale commerciale facendo da ponte tra il ras e l’imprenditore. Al rifiuto di quest’ultimo di parlare al telefono, aveva passato lo smartphone a una collaboratrice a cui le aveva mostrato anche una foto di Cammino. L’estorsione però non si è consumata in quanto l’imprenditore si è opposto a qualsiasi richiesta trovando il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Pozzuoli che hanno avviato le indagini chiudendo il cerchio intorno alla coppia di estorsori.
L’ARRESTO – Cammino è in carcere dal 2010. Arrestato per associazione a delinquere di stampo camorristico, nel 2016 fu destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme a Giampaolo Villano, in quanto ritenuti responsabili dell’omicidio di Gennaro De Simone, avvenuto il 5 gennaio del 1997 nel quartiere di Monterusciello.





























