La vincitrice Maria Di Razza festeggia alza il premio conquistato al "Video Festival Imperia 2013"

POZZUOLI – Si chiama Maria Di Razza ed è puteolana la vincitrice del Silver Frame per la migliore opera di animazione nell’edizione 2013 del “Video Festival Imperia”, uno dei dieci festival più importanti del mondo per la diffusione e la valorizzazione delle diversità culturali, a cui quest’anno hanno partecipato registi proveniente da  52 nazioni diverse: dai paesi dell’America Latina a quelli del continente asiatico, fino all’Australia.

LA VINCITRICE – Maria è laureata in matematica e lavora nel settore informatico, ma è da sempre appassionata di cinema e soprattutto una donna dinamica e molto sensibile alle problematiche sociali. Così ha unito le sue due grandi passioni collaborando con il “Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli” e con “A Corto di donne”, una rassegna di cortometraggi al femminile giunta alla sesta edizione e che, quest’anno, si è tenuta a Pozzuoli dal 18 al 21 aprile.

L’OPERA – Queste due passioni sono anche i motivi del grande successo ottenuto al Festival di Imperia dal suo cortometraggio, “Forbici”, che ruota tutto intorno alla triste tematica della violenza sulle donne in Italia; “Forbici” come quelle grandi da cucina che un uomo usò per uccidere sua moglie, Alessandra Sorrentino, una giovane donna di 26 anni madre di due bimbi di 4 e 6 anni, il 2 luglio 2012. Questo il fatto di cronaca avvenuto a Napoli l’anno scorso a cui si ispira liberamente il cortometraggio d’animazione di Maria Di Razza, tratto da un’opera ancora più ampia lanciata da “MarechiaroFilm”, il docu-film partecipato “Oggi insieme, domani anche” sull’amore in Italia ai giorni nostri della regista Antonietta De Lillo.

IL FEMMINICIDIO – Il successo del lavoro della regista puteolana, dunque, dimostra non solo quanta rilevanza e attenzione abbia acquistato uno dei capitoli più drammatici della nostra cronaca, quello del femminicidio, ma conferma ancora una volta come la graphic novel ed il film d’animazione  si siano ormai affermati come mezzi di comunicazione e vere forme d’arte in grado di raccontare la realtà in maniera assolutamente straordinaria e altrettanto convincente di quanto non facciano i mezzi tradizionali.

 

MANUELA L. CUCCURESE