NAPOLI – Quattro ragazzi stranieri (un finlandese, un tedesco, uno spagnolo e un olandese) vengono a Napoli per turismo e studio. Hanno preso alloggio in un B&B nei pressi del vicoletto Zuroli. Nel pomeriggio parcheggiano la loro vettura in piazza museo Filangieri. Mentre si avviano con i bagagli verso il B&B vengono avvicinati da un soggetto calvo che chiede loro dei soldi per il parcheggio. Dicono che non intendono pagare ma quello insiste con toni e atteggiamento sempre più minacciosi. Desiste quando i ragazzi gli dicono che sosteranno per poco.

LA SCOPERTA – Entrano in albergo, posano i bagagli, fanno un giro per la città e rientrano. Il mattino dopo vogliono proseguire il giro turistico e vanno a riprendere la vettura. Vicino vi trovano il calvo, quello che aveva chiesto i soldi. Li guarda beffardo e con l’indice della destra fa roteare un mazzo di chiavi attaccate a una catenella. I ragazzi si accorgono che le fiancate della vettura sono rovinate da varie rigature. Mentre i giovani guardano i danni il soggetto si avvicina dicendo: “Si, si, per poco…”

LA DENUNCIA – Poi si allontana, cianciando di impunità per il gesto compiuto. I ragazzi salgono in auto. Sono fermamente decisi a denunciarlo. Mentre percorrono la strada verso un comando dei carabinieri lo incrociano. Vogliono essere sicuri che venga punito e allora lo fotografano con lo smartphone. Il tipo se ne accorge e imprecando cerca di raggiungerli ma i ragazzi vanno via, dai carabinieri. I militari dell’Arma si recano subito sul posto e individuano il soggetto ripreso in foto nei pressi di piazza Museo Filangieri. Lo bloccano e sottopongono a perquisizione. In una borsetta a tracolla ci sono le chiavi con catenella che verosimilmente ha usato per rigare la vettura, le sequestrano.

L’ARRESTO – A seguito della denuncia sporta dai 4 turisti i carabinieri della stazione Stella traggono in arresto il parcheggiatore abusivo per tentata estorsione e danneggiamento. Si tratta di Domenico Leva, un 54enne di via Donnaregina già noto alle forze dell’ordine, anche per reati specifici che dopo le formalità è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.