Al Piccolo Teatro "Massimo Troisi" va in scena "Un baule di esperienze"

LA RUBRICA “Pensieri e Parole”  ha scovato per i lettori alla luce della crisi economica un evento che mette in scena non solo l’altra faccia dell’evento, ma soprattutto della crisi mondiale che si vive nell’ ambito economico, ma soprattutto sociale e spirituale. Tutto ciò che sembra diviso a se stesso, in realtà è legato dal famoso filo invisibile, che solo chi vuole vede, andando oltre.

L’ EMOZIONE SI FA GUADAGNO – Questo è l’evento-spettacolo che va in scena al Piccolo Teatro “Massimo Troisi”, una piccola realtà che nasce ai Colli Amminei, dall’ idea di Fare Anima del direttore artistico nonchè regista-attore Giuseppe Gifuni, che decide di reagire alla crisi, aprendo un’ attività insolita, che di certo non gli frutterà soldi, ma che come dice lui “gli dona tanto di più dal non limitarsi al solo materialismo”. Gifuni ha alle spalle un grande curriculum, lo distingue la sua amicizia con il grande regista attore Massimo Troisi, ma nonostante tutto non se ne fa di ciò una medaglia da appendere al petto affinchè tutti la vedano piuttosto dice «Giuseppe è una persona che si emoziona a vedere le persone felici, ad ascoltare e raccontare ciò che vede e che prova. Il teatro mi ha dato questa possibilità di esprimere tutto ciò, la mia umiltà e onestà è di farlo senza pensare il guadagno» se non a quello dell’ anima diremmo noi di Pensieri e Parole!

La locandina dell'evento

UN BAULE DI ESPERIENZA – Dopo il grande successo di “Due autori in cerca di Troisi”, Eduardo Cocciardo torna a collaborare con Giuseppe Gifuni in un nuovo spettacolo scritto a sei mani con il regista napoletano Agostino Chiummariello, “Un baule d’esperienze”. Stavolta infatti i due versatili interpreti, diretti da uno dei più importanti registi partenopei (Chiummariello ha firmato spettacoli per il Bellini, il Trianon, il Delle Palme, la Galleria Toledo) apriranno il loro personale bagaglio – quel baule che rimanda alle polveri del vecchio mestiere – per raggiungere un risultato finale imprevedibile ad inizio commedia. Come se si trattasse di un vero e proprio thriller, non lo sveleremo qui – per il pubblico ischitano che decidesse di andare a teatro. Ma è importante accennare un aspetto: l’imprevedibilità come frontiera per un nuovo teatro. Un teatro che attraverso gli elementi tipici del proprio mestiere, amplificando il metalinguaggio che gli è proprio, sappia fotografare la realtà in cui viviamo. “Un baule d’esperienze” parla di crisi, disillusione, frustrazione, sconfitta, sogno e rinascita. Ma senza mai parlarne direttamente. Lasciando che sia il teatro stesso – non tanto e non solo il testo, ma proprio il luogo con tutta la sua schiacciante e schiacciata sacralità – ad implodere, come violentato dalla realtà, e poi a richiudersi su se stesso, in un estremo, folle, tentativo di difesa. A ben vedere, stessa cosa accade a ciascuno di noi, ognuno col suo sogno e la sua professione. Attaccati dalla vita e costretti a rifugiarci in un angolo, come potremmo sopravvivere se non facendo ricorso alle poche cose nelle quali abbiamo sempre creduto? Dopo il debutto napoletano, lo spettacolo si preparerà ad iniziare una tournée che oltre a portarlo a Roma lo vedrà probabilmente passare per Ischia, per poi fare ritorno a Napoli, in uno dei più importanti teatri della città.

LA VITA MESSA IN SCENA – Gifuni dice  «Il baule d’esperienza è raccontare la difficoltà di tanti attori dopo una preparazione dovuta non solo lo studio ma d’esperienze, non trovano la possibiltà di spazi e pubblico da poter mettersi in gioco, la gente va do ci sono “nomi importanti” compreso spese da sostenere per mettere in scena uno spettacolo, produzioni ect.. quindi sono costretti ad accettare posti e luoghi; villaggi, teatri parrocchiali che portano per carità piccole soddisfazioni, ma non danno un continuo al tuo progetto ” tour” cioè portare in giro il tuo spettacolo senza finire in due serate. La magia del baule è il passato che racchiude tutto quello che hai fatto, con il contenuto di costumi, maschere, oggetti di scena che ricordano spettacoli che ti hanno fatto viaggiare in quella illusione di continuità».

Pensieri e parole … L ‘ altra faccia dell’ evento che il baule magico ha in se è il non arrendersi, che può sembrare un aspirazione utopica, ma il piccolo Teatro “Tempio”  Massimo Troisi, così è stato definito Luigi Troisi, non può arrendersi davanti alla crisi economica, anzi soffre, vive e sopravvive nell’anima di chi del proprio mestiere ne fa un arte per gli altri.

CELESTE PEZZINI

LE FOTO

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