MONTE DI PROCIDA“Deprimente e senza tono”. Così il gruppo consiliare Svolta Popolare ha definito il nuovo bilancio di previsione 2011 del comune di Monte di Procida. A poco più di una settimana dall’approvazione dell’importante documento finanziario arrivano le reazioni dell’opposizione politica. Parole amare diffuse a mezzo stampa sottolineando errori, accuse e quelle che sono state definite “lusinghe delle omeriche sirene iannuzziane”.

Un bilancio, secondo Svolto Popolare, deludente rispetto alle aspettative. Il gruppo di Leonardo Coppola denuncia infatti l’aumento della Tarsu, nessun investimento per le piccole spese di consumo della scuola e svendita del patrimonio immobiliare. Di seguito riportiamo il comunicato stampa diffuso in questi ultimi giorni:

Svendite e tasse per riparare ai danni perpetuati nei primi cinque anni di governo: la compagnia Iannuzzi stritola Monte di Procida, dopo aver promesso caviale e champagne nel corso dell’ultima campagna elettorale. Il 13 luglio 2011, presso la sala Ludovico Quandel del municipio locale, si è tenuta la seduta conclusiva di Consiglio Comunale dedicata all’ approvazione del Bilancio di Previsione 2011. Un Bilancio deprimente e senza tono, un po’ come la serata stessa caratterizzata da un caldo umido sfiancante, che nasconde tacitamente la sorpresa delle sorprese: l’aumento della tassa sulla spazzatura (nota come TARSU). Ricorderete quando l’anno scorso, alla vigilia delle elezioni amministrative, l’esecutivo comunale sbandierava la riduzione della Tarsu come vessillo del proprio trionfo di governo utilizzandolo poi, nella recente campagna elettorale, a mo di cavallo di battaglia; urlandolo nelle vuote piazze, ribadendo che, in caso di nuova elezione, avrebbero addirittura fatto di tutto per diminuirla ancora.

I consiglieri di opposizione, fin dall’approvazione dello scorso Bilancio (Aprile 2010) avevano più e più volte messo in guardia i cittadini, esortandoli a non cadere alle lusinghe delle omeriche sirene iannuzziane: era chiaro che si trattava di una pura e semplice alchimia contabile, di uno spostamento della spesa dello spazzamento a carico delle voci generali di spesa corrente del bilancio. Ed ancora, in campagna elettorale, è stato da noi palesato in modo chiaro e trasparente, senza paura di addossarsi alcuna etichetta di portatori di sventura, che Iannuzzi & C. sarebbero venuti meno alla promessa. Non ci sarebbe stata né alcuna ulteriore riduzione, né un eventuale mantenimento del seppur minimo livello raggiunto dalla tassa: la Tarsu sarebbe stata sicuramente aumentata. E così è stato. Ma l’aspetto sconfortante è che purtroppo, la tassa aumenterà ancora.

Finito qui? Nient’affatto. Il bilancio non prevede nemmeno un solo euro per le piccole spese di beni di consumo delle scuole materne, elementari e medie (per intenderci probabilmente i bambini ed i ragazzi dovranno portarsi la carta igienica da casa). Casella vuota anche per il commercio e per lo sviluppo economico. Solo pochi spiccioli per lo sport (€ 8.000), quasi annientati i fondi per la biblioteca (€ 2.000).
Ma se si taglia da un lato, dall’altro, ancora una volta, non si bada a spese. Ed ecco € 25.000 destinate alle festicciole per Eventi Italia; € 20.000 per Criscuolo e le luci natalizie (ci dispiace per qualche amico di Riccardo Fogli, ma questa volta non riusciranno a buttare altri € 22.000 come è accaduto l’anno scorso), ed altro denaro per targhe commemorative e medaglie per i più disparati eroi.

Ma i tagli continuano nel settore dei servizi sociali: quest’anno gli anziani, per la gita, dovranno contribuire in parte con la loro tasca. Altri contributi sono previsti per le principali chiese del paese, dimenticando però sia quella della Madonna del Buon Consiglio di Cappella che le altre chiese di ogni ordine e culto religioso (evangeliche e testimoni di Geova).
Un Bilancio di cui il neo assessore, nonché vicesindaco, Lucci annuncia le difficoltà di redazione per via della castrazione delle entrate e della riduzione dei trasferimenti statali ma che, contemporaneamente, contiene oltre all’aumento della Tarsu, anche l’entrata dell’Addizionale Comunale all’Irpef introdotta nel 2007. Che prevede entrate per contravvenzioni da elevare a cittadini e turisti della domenica di circa € 120.000; che incasserà € 767.000 dagli ormeggi ai pontili, ma che riverserà alla ditta che gestisce il servizio € 312.000; che introiterà dall’odioso ed inutile sistema delle strisce blu € 100.000.

E questa è soltanto una parte della considerevole cifra che ogni cittadino montese dovrà riversare dalle proprie tasche verso le casse gestite da questu lungimiranti amministratori protesi a favorire il turismo a Monte di Procida, ma che nel contempo non riescono a completare la realizzazione dei loculi cimiteriali, abbondantemente strapagati dai cittadini dal 2009; non hanno ancora concluso i lavori della scuola media Vespucci in Via Panoramica, mantenendo alto lo spauracchio dei doppi turni per il prossimo anno scolastico; non rendono ufficialmente disponibile il parcheggio a Via Pedecone per evidenti errori di costruzione e conduzione dei lavori. Politici amanti della nostra terra, che non hanno minimamente risolto il problema del depuratore a Via G. da Procida, nonché della stessa strada; che ancora lasciano rifiuti nocivi nella cava di Cappella, che a lasciano irrisolta la problematica dell’isolotto di S.Martino, che occultano debiti considerevoli di spese legali per oltre 380.000 Euro e che, infine, sprecano denaro pubblico con incarichi e consulenze per i soliti amici e figli di qualche dipendente.

Disastroso poi il piano di alienazioni di immobili comunali che vanno da una proprietà insita nel vicino comune di Bacoli (località Selvatico) del valore stimato di € 1.359.750, di una a Monte di Procida in Via Colletta di € 243.000 e di un’altra in Via Filomarino (ex terra Ciauliello) di €440.000. Senza parlare del fatto che poi i prospettati e futuristici introiti dovrebbero finanziare un parcheggio a C/so Umberto, un nuovo rifacimento di strade e di opere urbanistiche finalizzate a un’utopistica offerta turistica della quale non si è delineato nemmeno l’ombra, un centro polifunzionale di euro 170.000 per Cappella (che di certo nella demagogica serie di opere proposte non poteva mancare), ed infine € 250.000 per la fatidica Acquamorta che dovrà risolvere tutti i problemi delle casse comunali.

Noi Consiglieri di opposizione, oltre a rappresentare e a ricordare lo scenario disastroso provocato da questi amministratori, che in perfetta continuità stanno provocando l’affondamento del nostro beneamato paese, abbiamo proposto di emendare il bilancio nella parte corrente prevedendo di stanziare risorse per la scuola. Abbiamo presentato 3 progetti per intensificare l’offerta dei servizi sociali che prevedevano non solo la cura delle persone in difficoltà, ma che costituivano una forma di ristoro per gli operatori indigenti che potevano essere coinvolti ma a bloccare ognuna delle nostre proposte è stato il sindaco ed i suoi seguaci consiglieri.

Abbiamo proposto di razionalizzare il piano di alienazioni comunali, non agendo a macchia di leopardo così come stanno facendo, vendendo oggi un bene e domani un altro senza un criterio specifico, ma conducendo una ricognizione adeguata e puntuale del patrimonio dell’ente con una stima adeguata del relativo valore, per proporre una dismissione collegata ad un piano di investimenti omogeneo, particolareggiato e funzionale alle prospettive di redditività (non si può vendere una proprietà immobiliare, tipo casa al Cercone, per asfaltare le strade).

Abbiamo proposto di considerare le opportunità di cofinanziamento dei fondi Europei per progetti life in campo ambientale, progetti progress per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro, ma chiaramente siamo rimasti inascoltati. E siamo rimasti inascoltati anche quando abbiamo rappresentato che anche da un punto di vista tecnico questo bilancio non è legittimo e rispettoso della legge e delle norme contabili in quanto presenta uno squilibrio del bilancio corrente ( le spese correnti sono superiori alle entrate che le dovrebbero finanziare), e non tiene assolutamente conto delle prescrizioni fatte dalla Corte dei Conti con la pronuncia dell’ottobre 2010 n. 154, con la quale si invitava l’amministrazione a porre rimedio alla deplorevole situazione economica e finanziaria dell’ente.

Vendere nel silenzio, addolcire la platea con fumi costosi, e governare per la solita cerchia di accoliti:  ecco a voi la versione montese dell’imperiale “panem et circenses”.

ANNARITA COSTAGLIOLA
[email protected]