La signora Angela ci mostra il suo "inferno"

POZZUOLI – «Siamo stati abbandonati, ancora non si è visto nessuno, siamo sempre più soli» è perentoria la signora Angela Panella nel denunciare il più totale stato di abbandono in cui verte l’area alluvionata di Licola. Domenica saranno passate due settimane da quella terribile mattina e nessuno ancora si è presentato né a dare una mano né tanto meno a portare una parola di conforto a chi a perso quasi tutto.

SI SCAVA CON LE MANI – Le operazioni di pulizia di strade e abitazioni proseguono fai da te, con gli stessi alluvionati che cercano di portare un po’ di ordine in quello che resta ancora lo stesso identico inferno delle ore immediatamente successive allo straripamento dell’alveo. Il fango si sta in buona parte solidificando e procedere a mano è pressoché impossibile, ci vorrebbero uomini e mezzi specializzati, ma incredibilmente non è stato ancora decretato alcun intervento da parte della Protezione Civile e delle istituzioni in senso più ampio. Gli “Angeli del Fango” visti in Liguria qui non ci sono «Siamo io i miei figli ed alcuni loro amici a cercare di fare il possibile, ma le istituzioni latitano» dice sconsolata la signora Panella. L’area giorno dopo giorno è sempre più irrespirabile, eppure loro sono li dalle prime ore del mattino a scavare nel fango cercando di velocizzare il ritorno alla normalità.

Sotto il fango potrebbero esserci decine di animali morti

LA PAURA DI EPIDEMIE – «Devono intervenire subito, sotto il fango ci saranno tantissimi animali morti, c’è il rischio di epidemia», la signora Angela ha perso quasi tutto in questa tragedia ed ora ha paura per la salute dei suoi figli e del nipotino di pochi mesi. Da qualche giorno l’Asl ha chiesto la rimozione  del fango alle autorità che hanno competenza nell’area ma ad oggi niente si è mosso. Intanto i giorni passano e la disperazione degli alluvionati piano piano sempre più lascia il posto alla rabbia e all’indignazione verso chi, avrebbe dovuto dargli una mano ed invece da ormai 15 giorni latita.

ANGELO GRECO
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