I carabinieri hanno perquisito 24 abitazioni

POZZUOLI –  Il blitz è scattato alle prime ore del mattino quando i carabinieri hanno cinto d’assedio le storiche roccaforti del clan “Longobardi-Beneduce”. Oltre 70 i militari che cani antidroga e il supporto dei vigili del fuoco hanno setacciato palmo a palmo i rioni popolari di Monterusciello e Toiano. Ventotto le abitazioni perquisite, 125 persone e 54 autoveicoli controllati, quasi 200 grammi di hashish e marijuana sequestrati e tre persone arrestate. Questo è il bilancio dell’operazione condotta questa mattina dagli uomini del Maggiore Roberto Spinola, comandante della Compagnia Carabinieri di Pozzuoli, alla quale hanno preso parte i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pozzuoli insieme ai colleghi delle stazioni di Bacoli, Quarto, Pozzuoli e Monte di Procida e al “Battaglione Campania”.

I carabinieri durante i controlli nei "600 alloggi" di Monterusciello

IL BLITZ –  I militari hanno fatto irruzione nel quartiere popolare dei “600 alloggi”, nel quadrivio di via De Chirico e via Carrà. Case popolari assegnate agli sfollati del bradisismo, palazzoni in blocchi prefabbricati e un quartiere diventato  una delle zone calde” della città. E’ qui che durante un’ irruzione su una piazza di spaccio che Pasquale D’Oriano, 52enne e Giovanni Bucciero, 22enne, entrambi residenti a Pozzuoli. Alla vista dei militari i due tentavano di dileguarsi a bordo di Fiat Bravo sulla quale portavano nascosta una busta di plastica contenente 63,5 grammi di marijuana, un bilancino elettronico di precisione e una confezione da 100 bustine monodose di cellophane. Poco dopo, durante un secondo blitz nelle “case parcheggio” del Rione Toiano, finiva in manette Gennaro Alfano, 21enne, ritenuto un affiliato di spicco della compagine criminale “Pagliuca” collegata al clan camorristico dei “Longobardi-Beneduce”.

ESPONENTE DEL CLAN – L’uomo fu arrestato lo scorso 12 dicembre: addosso i militari gli hanno trovarono un panetto di hashish del peso di 87 grammi e 5 dosi di cocaina del peso complessivo di 2 grammi nonché 50 euro in contante in banconote di vario taglio. Questa volta in casa aveva 130 grammi di hashish. Alla vista dei carabinieri Alfano  tentava di lanciare da una finestra un cofanetto di cartone che veniva recuperato dai militari che lo arrestavano per la seconda volta in poco più di un mese. Alfano è ritenuto personaggio di spicco della famiglia Pagliuca, costola del clan “Longobardi-Beneduce”, “decapitato” il 24 giugno del 2010 quando durante l’operazione “Penelope” finirono in manette 84 persone. Quel giorno in manette finì quasi l’intera famiglia Pagliuca, ben 8 membri, che per gli inquirenti avrebbe rappresentato una sorta di “clan satellite” del sodalizio criminale capeggiato dai Longobardi, a sua volta alleati con i Sarno di Ponticelli.

 GENNARO DEL GIUDICE