BACOLI – Ciro 36 anni, bacolese per un problema cardiaco è stato ad un passo dalla morte, solo un delicato e complicatissimo intervento chirurgico lo ha “restituito” alla sua famiglia. Famiglia che ha volutlo ringraziare il cardiochirurgo Riccardo Tozzi che attraverso il nostro giornale. Riconoscenza che si estende anche a tutta l’equipe, che ha reso possibili l’intervento.

LA LETTERA “Poche volte Vi abbiamo detto grazie per aver dato la possibilità a nostro fratello di affacciarsi ad una nuova vita. Concedendo a lui e alla sua famiglia di poter pensare ad un futuro. Ma quello che non ci saremmo aspettati e che ci ha, imprevedibilmente sorpresi, è stata la comprensione del dolore, la premura e l’assistenza. Un agire che ha generato, in nostro fratello e in noi, una assoluta fiducia nel Vostro operato, consentendoci di affidarci a Voi con una pace mentale che non ci saremmo aspettati. Sapevamo già dell’eccellenza della struttura, nella quale operano medici dalle competenze indiscusse, e non smetteremo mai di ringranziarVi per averci fatto comprendere il significato del termine “cura”, cura della “persona” e non solo del “paziente”. E’ questo quindi che rende, l’intera Unita’ Operativa di Cardiochirurgia , diretta dal prof. Riccardo Tozzi, straordinaria nel suo lavoro, smentendo ciò che più volte semplicemente ci è stato risposto: “è il nostro dovere”. Per noi, l’attenzione che avete fornito a mio fratello, così come alla sua malattia, va oltre il dovere. Ecco perché la nostra convinzione è che il Vostro lavoro, considerato da Voi solo tale, semplice routine, sia anche una missione di vita. Quando si parla di un intervento a cuore aperto poi tutto diventa più complicato. Abbiamo avuto la fortuna di trovare nelle vostre parole la soluzione: alle difficoltà, le paure hanno trovato rassicurazioni, le domande trovato risposte. Uno speciale ringraziamento va al dottor Riccardo Tozzi.

UN ATTO DI FIDUCIA – Non è stato difficile per noi fidarci incondizionatamente di lui, per la sicurezza che ci ha trasmesso, per la sua umanità, per la sua schiettezza e per il rispetto che ha sempre dimostrato per le nostre paure. Ha preso per mano nostro fratello, intervenendo in una situazione non semplice, non sfuggendo mai alle nostre ansie, restando sempre presente. Ed ancora, agli infermieri che sono stati le nostre braccia, i nostri occhi, sempre pronti e disponibili, senza mai lesinare un sorriso. Vi ringraziamo dunque, per essere stati l’ombra di mio fratello, per essere stati al suo fianco quando era necessario, ma soprattutto quando non lo era.”