QUARTO – Sarebbe stata l’attenzione mediatica a far cambiare idea ai tecnici del Comune, impegnati ad esaminare la pratica di condono edilizio riguardante il sottotetto della casa del sindaco Rosa Capuozzo. Lo sottolinea proprio il primo cittadino, all’indomani della bocciatura del ricorso presentato contro l’ordine di abbattimento emanato dall’ente nei confronti della struttura ritenuta abusiva.

Lo stabile che ospita l’Ufficio tecnico del Comune di Quarto

IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO – Da iniziale sottotetto tecnico non abitabile, si affrontò un cambio di destinazione d’uso con la presentazione della Dichiarazione di inizio attività (Dia) regolarmente depositata. Il Tar, però, ha contestato i termini entro i quali è stata presentata la domanda di sanatoria, ritenuti scaduti e rigettando quindi il ricorso. «Il Tar ha rigettato il ricorso fatto contro una richiesta di cambio di destinazione d’uso utilizzando la legge regionale sui condoni per consentire l’attuazione di questi cambi di destinazione, qualora l’abuso fosse avvenuto nei termini consentiti dalla legge – spiega il sindaco Capuozzo – Mi viene contestato proprio questo, ovvero, che l’abuso inerente il cambio di destinazione d’uso non rientrava in questi termini previsti. Una storia che parte con il clamore mediatico che tutti ben ricordiamo; dalle relazioni interne di qualche anno prima si evinceva la possibilità di condono in termini di cambio di destinazione, anche a fronte di quelli che erano gli oneri concessori previsti, tutti regolarmente saldati.  Ma il clamore mediatico ha fatto scaturire una presa di posizione diversa dagli uffici. Il Tar si esprime dicendo che non sussistono prove che evidenzino che l’abuso fosse avvenuto nei termini, abuso di destinazione d’uso tengo ancora una volta a ribadire, perché la DIA per la realizzazione dei sottotetti è regolare».

IL CLAMORE MEDIATICO – Dunque, secondo il sindaco i tecnici avrebbero mutato il proprio modo di interpretare la legge in materia per via di telecamere e giornalisti che in quel periodo – siamo a cavallo tra nell’autunno del 2015 e l’inizio del 2016 – si interessarono alla vicenda. Vicenda verso la quale Rosa Capuozzo si mostra fiduciosa per quanto riguarda l’esito finale: «Questo è solo un primo grado, ora si proseguirà con il Consiglio di Stato. Voglio una soddisfazione non solo legale, ma anche amministrativa».