Il comune di Quarto

QUARTO – Un durissimo attacco politico che non poteva non avere strascichi, come una denuncia per diffamazione. E’ quello che il Partito Democratico – assieme ad Articolo Uno, Udc, Psi e Forza Gabriele e Avanti Quarto – ha sferrato nei confronti di del consigliere di  maggioranza Salvatore Di Mare, accusato di pressioni e ingerenze nel settore Patrimonio del Comune. Accuse non solo rispedite al mittente dal diretto interessato, ma finite anche in una querela nei confronti di Antonio Iovine, coordinatore locale del Pd.

“ILLEGALITÀ EVIDENTE NEI FATTI” – Quest’ultimo è stato durissimo con Di Mare: «Il consigliere comunale del Movimento 5 stelle ha illegittimamente pressato personale e funzionari del Settore Patrimonio sulla vendita degli alloggi ex demanio. Atti contrari agli interessi della comunità e del Comune di Quarto. Lo stesso Di Mare, che tra l’altro è dipendente dello Stato, è intervenuto pesantemente sul Responsabile del Settore con modalità e atteggiamenti contrari a qualunque deontologia politica e morale, per non dire altro».

DOCUMENTAZIONE AL PREFETTO – Il Pd e le altre sigle che compongono l’opposizione extraconsiliare incalzano, chiedendo addirittura le dimissioni di Di Mare: «Ecco le modalità con cui si stanno comportando i 5 stelle a Quarto, onestà a chiacchiere e illegalità evidente nei fatti. Lo stesso consigliere, visto il comportamento opaco assunto, farebbe meglio a dimettersi dal ruolo per evidente incapacità e incompatibilità. Noi da questo punto di vista, visto l’assordante silenzio del sindaco, gireremo tutta la documentazione al Prefetto e ai vertici della legalità dello Stato per accertare le responsabilità». I fatti riguardano le operazioni di vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica che l’amministrazione sta portando avanti e che riguarda ben 174 nuclei familiari. Tra questi, però, c’è anche quello di Salvatore Di Mare, sollevando così il sospetto di un presunto conflitto di interessi.

“IO DIFFAMATO” – Come detto, il consigliere di maggioranza respinge qualsiasi addebito: «Nessun conflitto di interessi, ho solo chiesto che venisse applicata la normativa in materia che prevede anche lavori di messa in sicurezza laddove ce n’è bisogno. Il conflitto ci sarebbe se da tutto ciò ne beneficiassi personalmente, mentre invece i lavori riguardano aree comuni e non certo casa mia, dove tra l’altro ogni lavoro è stato sempre pagato con i miei soldi. Sono residente in uno di questi alloggi dal 1984 e da sempre ho seguito gli altri inquilini, anche assieme al Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, ndr) In quelle case ci sono anche persone anziane. Tutto ciò che ho fatto fino ad ora lo rifarei altre cento volte, altro che illegalità e conflitto di interessi da parte mia».