Quarto - L'area dove sono stati rinvenuti i resti romani

QUARTO – La terra sta riconsegnando alla città la sua storia, segni della presenza dell’uomo in epoca tardo imperiale romana . Anche ieri mattina gli archeologi della Soprintendenza hanno proseguito i rilievi in quel rettangolo di terreno in via Scarlatti dove duemila anni fa sorgeva il “Quarto Miglio”, cippo miliare a 4 miglia di distanza posto sulla Via Consolare Campana dove i diretti a Roma sostituivano i cavalli stanchi. Proprio quella pietra miliare ha dato il nome alla cittadina flegrea, dove lunedì pomeriggio sono venuti alla luce i primo resti di otto corpi tumulati risalenti a quasi 20 secoli fa.

UNA STRAORDINARIA SCOPERTA –  seguita dagli archeologi della Soprintendenza ai Beni Culturali che hanno rimosso i resti che in queste ore vengono analizzati dagli esperti. Ritrovamenti che qualcuno addirittura collocherebbe in un’era ancora più remota in quanto sarebbero stati rinvenuti anche oggetti di ornamento personale che pare non fossero in uso ai romani. E ciò, se confermato, aprirebbe una pista ancora più suggestiva che ricondurrebbe a popolazioni indigene pre-romane.  La sensazione comunque è che quel terreno, dove il proprietario aveva chiesto regolare permesso per la costruzione di un “Luna Park”, possa nascondere una vera Necropoli romana.

NUOVI SCENARI – «Ora si potrebbe arrivare ad un allargamento delle indagini per capire cos’ altro c’è nella zona – afferma l’Architetto Antonio Irlando, presidente dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Antonio Irlando – Il comune dovrebbe intervenire per valorizzare questa scoperta che rappresenta un bene per la comunità locale» Ad avvalorare la tesi della presenza di una Necropoli di epoca romana, è la vicinanza con la villa romana detta «del torchio» di Quarto,  la villa rustica romana databile al I-II secolo dopo Cristo che oggi sorge ai margini di un centro commerciale. Un’opera anch’essa riconducibile a circa 2 mila anni fa, la “Villa del Torchio” è così chiamata per via della scoperta di un singolare “torcularium” usato per spremere le vinacce che rappresentava il più grosso centro di produzione di vino per la vicina Puteoli. Poche centinaia di metri infatti la distanziano da via Scarlatti, piccola traversa a ridosso di via Consolare Campana, strada realizzata dai Romani tra il II e il I secolo Avanti Cristo per collegare  il fiorente porto di Pozzuoli, che all’epoca era uno dei più importanti del Mar Tirreno, con la cittadina di Capua. Nel frattempo, nell’appezzamento di terreno, come da prassi, è arrivato lo stop ai lavori, in attesa di nuove disposizioni da parte della Soprintendenza che potrebbe apporre il vincolo o dare il nulla osta al proseguo dei lavori.

GENNARO DEL GIUDICE