comune_quartoQUARTO – “Cattive abitudini”. Così si esprimeva a fine anno il consigliere comunale Giovanni Santoro, con riferimento ai debiti fuori bilancio contratti da via De Nicola nel corso del tempo. E fa impressione notare la mole di questi debiti, per molti dei quali in questi giorni sono arrivati gli impegni di spesa. Sono oltre 40 e ammontano ad oltre 173mila euro.

LE “CATTIVE ABITUDINI” – C’è di tutto, da piccole cifre, poche centinaia di euro, a quelle ben più importanti, fino a 36mila euro. Sentenze del Tribunale di Napoli, del Giudice di Pace, del Tribunale amministrativo regionale. Una vera e propria valanga di debiti fuori bilancio – approvati in consiglio comunale soprattutto nel corso del 2016, nei mesi di giugno, novembre e dicembre, ma anche negli anni precedenti – per un Comune che certo non gode di ottima salute dal punto di vista finanziario. Secondo Santoro, c’è «da capire quel è l’andamento, le abitudini meglio le cattive abitudini che questo Comune ha».

SOMME LIQUIDATE “SENZA INDUGIO ALCUNO” – Parole non troppo sibilline, quelle del capogruppo della civica Uniti per Quarto, che potrebbero essere chiarite se confrontate con altre dichiarazioni del consigliere. Parole in realtà del segretario generale del Comune ed inserite in una nota allegata ad uno dei tanti debiti fuori bilancio: «Agli atti dell’ufficio legale non è stato possibile ritrovare alcun fascicolo riconducibile al giudizio descritto, che incredibilmente nessun atto è stato adottato dagli uffici fino ad oggi – aggiungendo– non è dato sapere se il decreto ingiuntivo è stato opposto né tanto meno se è stato oggetto di gravante da parte di questa amministrazione; che la documentazione imponeva di liquidare le somme ingiunte senza indugio alcuno». In un altro “passaggio” della nota del segretario si legge ancora: «bisogna accertare il danno erariale causato all’ente pari alla differenza tra le somme liquidate e quelle alle quali l’ente era stato condannato dal titolo esecutivo». In altre parole, pare che il Comune si sia spesso trasformato in un bancomat dal quale poter prelevare, appunto, “senza indugio alcuno”.