QUARTO – Un segnale forte, la risposta a chi non si è voluto piegare a un’estorsione. O forse, a chi è in procinto di finire nella morsa del racket? Si, perché la camorra agisce anche così: ti intimidisce prima, spiana il terreno e poi affonda il colpo. E a Quarto l’altro giorno qualcuno è andato giù pesante dando alle fiamme una betoniera di un’azienda leader nel settore del calcestruzzo. Il movente sembra chiaro, il mandante meno. Il camion è stato incendiato a Quarto, i titolari dell’azienda sono originari di Bacoli e il loro impianto si trova a Licola, tra Giugliano e Pozzuoli, territori in cui gravitano almeno quattro clan. Un rebus. Di chi è la regia? Chi ha armato i due uomini che hanno dato alle fiamme il mezzo? L’obiettivo era intimidire, fare danni e lasciare il segno con un gesto eclatante. E così è stato.

CACCIA A DUE UOMINI – Caschi integrali, in sella a un motorino in due, mercoledì mattina, hanno tagliato la strada al mezzo che si districava in quel fazzoletto di terreno tra via Masullo e via Campana, per la precisione in via Lenza Lunga. Hanno detto qualcosa all’autista che si dirigeva verso un cantiere, lo hanno fatto scendere e allontanare dal camion. A quel punto uno dei due è salito nell’abitacolo, lo ha cosparso di liquido infiammabile e gli ha dato fuoco. Inerme il camionista, mentre il mezzo bruciava e i due criminali si davano alla fuga. Questa la scena cristallizzata, durata circa due minuti, che smentisce le voci secondo cui a scatenare il rogo sarebbe stata una sigaretta lasciata accesa o un corto circuito. Modalità non lasciano dubbi e spazio a troppe ipotesi. Chi ha agito ha puntato in alto, colpendo un’azienda leader. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli, diretti dal capitano Luca La Verghetta, e dal comandante della Compagnia, capitano Claudio De Stefano, che hanno raccolto testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Elementi preziosi per venire a capo di un episodio intricato e inquietante.