POZZUOLI«Ben venga la valorizzazione delle bellezze naturalistiche, archeologiche e la promozione del turismo attraverso iniziative sul Lago d’Averno, ma non bisogna perdere di vista le esigenze e gli investimenti fatti dagli esercenti della zona» E’ quanto chiede Davide Pavone, imprenditore puteolano titolare di “Villa Pavone”, ristorante per cerimonie che sorge lungo la strada provinciale che costeggia il Lago d’Averno. E’ qui che negli ultimi week end l’amministrazione comunale di Pozzuoli ha creato una Zona a Traffico Limitato, rendendo pedonale il lungolago con interdizione alle auto a partire dallo stradone che conduce al bacino lacustre. Un’iniziativa che è partita in via sperimentale nella fascia oraria tra le 8 e le 11 ma che, per volontà dichiarata dalla stessa amministrazione comunale, mira ad essere estesa fino alla pedonalizzazione totale per tutti i fine settimana, dalle 8 alle 20.

DUBBI – Seppur accolta con piacere la ZTL ha provocato non pochi problemi all’attività dell’imprenditore puteolano, il quale teme ulteriori e pesanti ripercussioni qualora venisse estesa all’intera giornata «Esiste un problema di gestione del flusso di auto dei clienti, in particolare quando ci saranno le cerimonie -spiega Davide Pavone- decine di auto che saranno costrette ad andare a parcheggiare altrove quando noi abbiamo, come da regolamento per poter ottenere la licenza, dei parcheggi. Tutto ciò è un controsenso. Qualcuno dice per le cerimonie si potrà ottenere un permesso comunicando i numeri di targa il giorno prima. Ma voi immaginate centinaia di invitati che dovranno preoccuparsi di comunicare alla sposa il giorno prima del matrimonio i numeri di targa altrimenti non possono entrare nel parcheggio del ristorante?». Domande alle quali Pavone chiede risposte, ma soprattutto maggiore partecipazione da parte degli esercenti locali «Personalmente non mi è stato comunicato nulla, l’unica cosa che ho visto sono i “posti di blocco” all’inizio della strada. Ciò che chiedo è il rispetto di quanto fatto finora, del nostro lavoro e degli investimenti sostenuti. Sono il primo a dire che bisogna valorizzare il lago e il turismo, ma allo stesso tempo non bisogna distruggere con scelte poco oculate le realtà imprenditoriali esistenti».