POZZUOLI – Sarebbe stato alla guida della moto sulla quale viaggiava il killer di Gennaro De Roberto, ucciso all’esterno del carcere mentre si trovava in stato di semi-libertà il 25 settembre del 1996. Nei confronti di Francesco Avolio, alias “Tyson”, il gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse di concorso in omicidio aggravato dalle finalità mafiose e porto abusivo di armi. La misura è stata eseguita dai carabinieri di Castello di Cisterna.

L’AFFRONTO AL FIGLIO DEL BOSS – Il caso, era stato già chiuso nel luglio scorso, con l’esecuzione di misure che riguardarono un altro affiliato alla così detta “Alleanza di Secondigliano”. Ad ordinare l’omicidio, secondo le indagini che hanno beneficiato anche dell’apporto di collaboratori di giustizia, Raffele Bellofiore, all’epoca boss indiscusso dell’area flegrea assieme al suo socio Domenico Sebastiano. Da “lavare” non solo un affronto della vittima con il figlio del boss, ma anche la volontà di tradire il clan storico per passare all’allora emergente gruppo capeggiato da Gaetano Beneduce e Gennaro Longobardi.

IL DUPLICE OMICIDIO NEL RIONE TOIANO – L’anno dopo l’omicidio di De Roberto, ad essere trucidati furono gli stessi Bellofiore e Sebastiano, nel rione Toiano di Pozzuoli. Un duplice omicidio che di fatto aprì le porte al clan Longobardi-Beneduce.