POZZUOLI – Un pugno allo stomaco, uno alla spalla e la minaccia “Se vengono condannati i miei genitori ti taglio la testa e la uso come pallone”. Sono i momenti dell’aggressione andata in scena ai danni di un parcheggiatore abusivo, picchiato all’interno di un centro scommesse, in una traversa di Corso Umberto I, tra le risate e l’indifferenza dei clienti. Così Giovanni Di Costanzo, 19 anni,  ha minacciato e picchiato un 33enne di Pozzuoli per impedirgli di testimoniare nel processo anti camorra “Iron Men” che vede coinvolti i suoi genitori. All’indomani dell’aggressione, il 29 settembre scorso l’abusivo ha trovato il coraggio di denunciare l’episodio ai carabinieri dando il via alle indagini. Un racconto che ha trovato riscontri anche attraverso il referto medico della vittima e che ha fatto scattare le manette per Costanzo junior.

IL PROCESSO E LE ACCUSE – I genitori del giovane sono entrambi imputati nel processo Iron Men con altre sessanta persone ritenute affiliate ai tre gruppi criminali che dal 2010 al 2015 si sono mossi sotto il cartello dei clan Longobardi e Beneduce. Marito e moglie sono accusati di avere, in più occasioni, minacciato, aggredito ed estorto denaro al 33enne, costringendolo a pagare una quota sugli incassi derivanti dall’attività di parcheggiatore abusivo che esercitava nella zona di via Napoli.